29 Ottobre 2009

Crisi, allarme dell’Istat: giù reddito e risparmio

 Famiglie e micro imprese più povere nel terzo trimestre Consumatori preoccupati

ROMA I portafogli di famiglie e micro-imprese si alleggeriscono: calano guadagni, risparmi e investimenti. A subire il colpo della crisi è sopratutto il reddito lordo, che nel secondo trimestre di quest’anno è sceso di quasi 11 miliardi di euro (-1%), da 1.094 miliardi a 1.083 miliardi. A rivelarlo è un’indagine dell’Istat, che ha depurato i dati grezzi di marzo-giugno del 2009 elaborandoli sulla base di un periodo più lungo, dal luglio 2008 al giugno 2009. L’aumento del reddito, andato avanti per almeno un decennio, ha subito così la prima battuta d’arresto. E la curva ascendente, che ha resistito alla fase più acuta della crisi, precipita proprio in vista dei primi segni di ripresa. Il rapporto «su reddito e risparmio delle famiglie» dell’Istituto nazionale di statistica evidenzia anche un’altra inversione di tendenza: la prima flessione della propensione al risparmio dall’inizio del 2008, che fa invecchiare il tradizionale paragone tra gli italiani e le previdenti formiche. Nel secondo trimestre del 2009, rispetto al primo, la propensione al risparmio è infatti scesa dello 0,4%, attestandosi al 15,2% (rapporto tra l’incremento del risparmio e l’incremento del reddito), un dato vicino alla media europea. Basti pensare che negli anni Novanta i risparmiatori italiani erano una vera e propria anomalia, con il valore dell’indicatore che si aggirava intorno al 26%. Tutto torna, visto che nello stesso periodo la spesa per prodotti di consumo si è ridotta «appena» dello 0,5%. E ancora più bassa è stata la riduzione del tasso d’investimento delle famiglie: nel secondo trimestre il rapporto tra le risorse impiegate per comprare abitazioni e beni strumentali per i piccoli produttori è stato del 9,3%, segnando una flessione di 0,1 punti percentuali. Se si guarda ai dati reali, al netto del livello dei prezzi, tra marzo e giugno il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dell’1%, ovvero di 9 miliardi. Per Adusbef e Federconsumatori «di fronte a questa situazione è indispensabile avviare un forte processo di detassazione per le famiglie a reddito fisso e per i pensionati, pari ad almeno 1.200-1.500 euro l’anno».  Mentre il Codacons chiede al governo «il finanziamento di incentivi per l’acquisto di elettrodomestici e la social card per 4,6 milioni di famiglie (i quasi poveri dell’Istat)».
 

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