14 Febbraio 2020

Crisi Air Italy, Ryanair si sfila subito

la low cost precisa: «non ci interessa investire nella società, ma puntiamo all’ aeroporto di olbia» il dossier è sul tavolo della regione sardegna che potrebbe intervenire con la finanziaria sfirs
IL CASO MILANO Ryanair, la principale compagnia low cost d’ Europa, si sfila senza troppi complimenti. «Leggendo i giornali ho avuto l’ impressione che vi attendiate un annuncio della nostra intenzione di comprare Air Italy. Lasciatemelo dire con chiarezza: non abbiamo alcun interesse a comprarla», afferma il chief commercial officer del vettore irlandese David ÒBrien. Aggiungendo che una «acquisizione fine a se stessa non porta frutti». GLI INCENTIVI Dopo una campagna di espansione in Polonia, Austria e Malta, in molti pensavano che nel mirino di ÒBrien ci fosse anche la compagnia di Qatar Airways e dell’ Aga Khan, in liquidazione con 230 milioni di perdite e 1.200 posti di lavoro a rischio. Ma non sarà questo l’ epilogo: «Noi non abbiamo interesse verso Air Italy. Se l’ azionista principale non ha deciso di investire perché mai dovremmo farlo noi?». I progetti di ÒBrien sono altri. «Gli slots che Air Italy ha a Linate non ci interessano – spiega – è un aeroporto troppo costoso e non ci voliamo. Lo lasciamo tranquillamente ad altri». La rotta punta a Ovest. «Abbiamo in corso discussioni con l’ aeroporto di Olbia per aprire una seconda base in Sardegna», annuncia il manager. «Sarà difficile che ciò avvenga per l’ estate, ma è una grande opportunità. Per aprire questa seconda base in Sardegna servono più aeromobili e stiamo lavorando per averli». La strategia su Olbia ha una ragione precisa, riconducibile al capitolo incentivi. Una direttiva europea del 2009 prevede finanziamenti alle compagnie low cost «per avviare nuove rotte in modo da promuovere, tra l’ altro, lo sviluppo delle regioni svantaggiate e ultraperiferiche», pratica mutuata anche dagli scali che di svantaggiato non hanno proprio nulla distorcendo così il mercato e la concorrenza, hanno denunciato le compagnie tradizionali. IL SALVATAGGIO Alla grana di un vettore in profondo rosso, ÒBrien preferisce concentrarsi su un investimento certo come Olbia. Tra l’ altro «se aumentiamo il numero di aeromobili ci sarà certamente lavoro per Air Italy. Conosciamo dei piloti, sonoben preparati», anticipa, spiegando che per ogni nuovoaereo servono 30-40 persone di equipaggio. La low cost ha lanciato anche «speciali tariffe di salvataggio» per i clienti di Air Italy, come del resto ha fatto Alitalia con uno sconto del 20%. Ma il Codacons mette in guardia: «Sia chiaro che Air Italy si è impegnata a garantire i voli fino al 25 febbraio, poi i passeggeri saranno rimborsati o riprotetti. Il che vuol dire che i consumatori non devono sborsare un euro». Nella partita della crisi di Air Italy, intanto, si apre uno spiraglio con l’ ipotesi di un intervento della Regione Sardegna. Un maxi emendamento della giunta potrebbe contenere misure a sostegno dei dipendenti di Air Italy e c’ è l’ ipotesi di un ingresso della Sfirs, la società per azioni intermediario finanziario della Regione. Dalla sua cassaforte potrebbero uscire le risorse pubbliche per un’ acquisizione di Air Italy, parziale o totale. «Cerchiamo di garantire, almeno, che la compagnia possa continuare a operare per qualche mese», dice il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli. Mentre la collega ai Trasporti, Paola De Micheli, ribadisce la forte irritazione del governo per la gestione della crisi. Claudia Guasco © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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