28 Marzo 2014

Cricca “assolto”, Checcoli deve pagare le spese

Cricca “assolto”, Checcoli deve pagare le spese

ARGENTA E’ una delle tante code del grande «buco», non solo economico, del dopo crac Coopcostruttori. Era la causa civile voluta da Egidio Checcoli che chiedeva a Massimo Cricca, socio del Carspac2, danni per oltre 100mila euro per diffamazione, per aver scritto due lettere su giornali ferraresi, in cui criticava l’ operato di Checcoli, nel ruolo di massimo dirigente di Legacoop. Il giudice civile Caterina Arcani ha dato ragione a Cricca, sottolineando che le sue lettere erano espressione di un diritto di critica: una sentenza boomerang per Checcoli, condannato dal giudice al pagamento delle spese processuali per 4 mila euro. La sentenza era attesa non solo da Cricca e Checcoli, ma da tutto il popolo del crac Coopcostruttori, soci Carspac e non solo. Ed è stato lo stesso Cricca a darne notizia al cronista con un sms alle 14.22 di ieri: «Causa vinta!», dice lapidario e conciso. Cause di forza maggiore, spiega: «non posso rilasciare dichiarazioni, me lo hanno vietato, sennò mi querelano di nuovo», e invita a far riferimento al suo legale, Bruno Barbieri (riferiamo questo per evidenziare il clima di tensione). Che ieri spiegava in una nota, che «Codacons e Carspac2 hanno battuto l’ arroganza di chi, privo di ragioni, voleva far pagare 100 mila euro il diritto di critica». Critiche legittime contro Checcoli, uomo pubblico a Ferrara: perché, spiega l’ avvocato Barbieri «in questo caso è Checcoli, che ricopriva cariche pubbliche e importanti sia nell’ ambito cooperativistico che in Cda di istituti di credito del proprio territorio, a non accettare il diritto di critica che, se come indicato nella sentenza del Tribunale Civile di Ferrara, è basato su fatti storici realmente accaduti, anche quando la critica è dura e con toni accessi». «Lo stesso Egidio Checcoli – sottolinea Barbieri -, pur informato sullo stato patrimoniale della Coopcostruttori in base a quanto dichiarato dall’ ingegner Consorte, sentito come teste nel processo di Ferrara, si è dimenticato, come si è dimenticata la Lega Cooperative, di informare i soci della Coopcostruttori che non era opportuno investire ulteriori somme nei libretti di risparmio e nelle Apc». Interviene anche l’ avvocato Gabriella Azzalli, che aveva avuto un ruolo di mediazione tra Cricca e Checcoli: «Auspicavo non si arrivasse a sentenza poichè fui incaricata di ricercare una composizione stragiudiziale, poi impossibile da raggiungere: pur non conoscendo la sentenza, credo non si possa fare a meno di condividere la tutela del legittimo diritto di critica che essa contiene». «Rispetto la sentenza – commenta in serata Egidio Checcoli -. Non critico la Giustizia quando mi dà torto e plaudo quando mi dà ragione: sono ancora convinto delle mie ragioni, ci sono vari gradi di giudizio e pertanto dopo aver letto attentamente la sentenza, col mio legale valuterò il ricorso in appello». «Il giudice – conclude – ha affermato che in questo si è tratta di diritto di critica, per me queste critiche restano offese e fatti falsamente rappresentati». Daniele Predieri.

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