Crescono a gennaio fatturato e ordinativi Istat
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fonte:
- La Sicilia.it
Exploit rispetto allo stesso mese del 2005, ma forte calo da dicembre dello scorso anno
Roma. Tira aria di ripresa per l`industria italiana: fatturato e ordinativi registrano sensibili aumenti su base annua, anche se i dati di gennaio su base mensile sono in flessione su dicembre.
Questa la prima fotografia dell`Istat sul 2006, diffusa ieri. Il fatturato registra un calo del 3,3% rispetto a dicembre e un aumento dell`8,4% su gennaio 2005. Gli ordini segnano una flessione dello 0,6% su dicembre e un aumento del 9,8% su gennaio dello scorso anno.
L`Istat precisa che il fatturato è aumentato del 6,2% sul mercato interno e del 14,5% su quello estero. Viene così confermato che la domanda dall`estero è decisamente più vivace rispetto ai consumi interni. Rispetto a un anno fa, si registra una crescita del 23,2% per l`energia; del 9,2% per i beni strumentali; del 6,9% per i beni di consumo e del 6,1% per i beni intermedi.
Il fatturato è cresciuto del 27,1% per le raffinerie di petrolio (anche a causa dell`aumento dei prezzi del greggio); del 19,5% per i mezzi di trasporto; del 17,1% per le pelli e calzature e del 17% per i mobili. I settori nei quali si ha la maggiore crescita di ordini sono i mezzi di trasporto (+26,4%), il legno e prodotti in legno (+23,8%) e i mobili (+20,9%). In flessione solo gli apparecchi elettrici e di precisione (-9,7%). Naturalmente, gli esponenti governativi esultano per i segnali di ripresa. Per il ministro delle Attvità Produttive, Claudio Scajola, l`economia italiana è in miglioramento da un trimestre e dobbiamo guardare con ottimismo al futuro delle nostre imprese.
Il viceministro per il Commercio Estero, Adolfo Urso, segnala la svolta di inizio d`anno e prevede che la crescita del Pil possa toccare l`1,5% a fine 2006. Tra l`altro, i settori di punta del “made in Italy“, dalle pelli e calzature all`arredamento-mobili, si rivelano trainanti. Il sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi, esclude il trionfalismo, ma invita a riconoscere che il giudizio tutto negativo sull`economia italiana non ha fondamento.
Dall`opposizione, il movimento dei consumatori Codacons, afferma che l`aumento del fatturato industriale è dovuto esclusivamente all`aumento dei prezzi dei prodotti energetici. L`aumento del 23,2% si traduce in una bolletta più cara per gli italiani e non in una promessa di ripresa dell`economia. Bisogna ridurre le tasse sull`energia per dare respiro all`industria e alle famiglie.
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