13 Settembre 2014

Cresce solo il DEBITO Prezzi e industria in CADUTA LIBERA

Cresce solo il DEBITO Prezzi e industria in CADUTA LIBERA

Adesso saranno etichettati come “g ufi”, ma non stupisce che dopo il nuovo dato sulla produzione industriale gli analisti abbiano pronosticato il proseguimento della recessione, o quanto meno della stagnazione, anche nel terzo trimestre dell’ a nno. A luglio infatti la produzione industriale italiana è nuovamente scivolata dell’ 1% (rispetto a giugno) e dell’ 1,8% su base annua. Del resto l’ unico dato in crescita, fra i molti pubblicati ieri, è quello relativo al debito pubblico, che sale, anziché scendere, al nuovo record di 2.168,6 miliardi. Le entrate tributarie aumentano dello 0,8% ma, avverte la Banca d’ Italia, nei primi sette mesi dell’ anno calano dello 0,5%. Persino i prezzi sono negativi: l’ Istat ha confermato che ad agosto (-0,1%) il Bel paese è finito in deflazione per la prima volta dal 1959. Il livello di produzione industriale è il più basso dal 2009. Nella media dei primi sette mesi dell’ anno la produzione è rimasta invariata rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. Rispetto a giugno si registrano variazioni negative in tutti i principali comparti. Diminuiscono i beni di consumo (2,4%), i beni strumentali (2,1%) e, in misura più lieve, l’ energia (-0,8%) e i beni intermedi (-0,6%). Su anno diminuzioni nel com parto dell’ energia (-3,9%) e, in modo meno accentuato, nei raggruppamenti dei beni intermedi (-1,9%), dei beni strumentali (1,6%) e dei beni di consumo (-1,2%). «Lo scenario dell’ e c o n omia italiana che ci dipingono questi dati dimostra una volta di più quanto ancora ci sia da fare per risollevare le sorti del nostro manifatturiero», commenta il presidente di Anie Confindustria, Claudio Andrea Gemme. A luglio l’ i ndustria italiana delle tecnologie – elettrotecnica ed elettronica – rappresentata da appunto Confindustria Anie ha mostrato indicazioni di discontinuità. L’ elettrotecnica ha lasciato sul terreno il 13,9% annuo. Secondo Gemme i provvedimenti finora attuati dal governo «appaiono del tutto insufficienti a rispondere al grido d’ a llarme che gli imprenditori italiani lanciano continuamente. Abbiamo accolto con grande favore gli annunci di Renzi sul taglio del cuneo fiscale, il giogo che ci impedisce di uscire da questo grave momento di recessione, ma occorre fare presto. Bisogna che questi annunci non rimangano lettera morta, ma si traducano al più presto in azioni concrete. La nostra proposta è quella di tagliare le tasse per le imprese eliminando totalmente l’ Irap, una tassa iniqua, mettendo contestualmente più soldi nelle tasche dei cittadini». Ma a preoccupare è anche il dato sui prezzi. Quindici grandi città sono in deflazione. «Prevediamo che gli ultimi mesi del 2014 saranno disastrosi sul fronte dei consumi e delle vendite con effetti a cascata sull’ economia nazionale», dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «Con dati di questo tenore – continua – ci saranno conseguenze pesanti per negozi e imprese, con incremento dei fallimenti e ripercussioni sull’ occupazione. Si profila a ll ‘orizzonte una nuova ondata di povertà per il nostro paese, che va assolutamente evitata attraverso misure urgenti ed adeguate». Il dato sull’ inflazione, prosegue Rienzi, rispecchia «lo stato disastroso dei consumi delle famiglie, che nel nostro paese sono in picchiata libera».
alessandro bonini

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