1 Novembre 2007

Cresce l`inflazione costerà alle famiglie400 euro in più l`anno

Cresce l`inflazione costerà alle famiglie 400 euro in più l`anno

Dati istat In un mese dall`1,7 al 2,1%: è l`impennata più fortedegli ultimi dodici anni. Allarme dei consumatori Roma. L`inflazione riprende la marcia. Nel mese di ottobre è salita al 2,1 per cento rispetto all`1,7 del mese scorso e all`1,6 di agosto. È il balzo in avanti più grande da dodici anni a questa parte secondo le statistiche Istat. Le famiglie ne sentiranno gli effetti spendendo circa 400 euro in più all`anno. Le stime sono delle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Parlano di “vera e propria stangata“, sottolineando i rincari del 10% del pane, del 6,5% della pasta, del 5,3% del latte, del 7,3% del pollame e del 5,4% della frutta. “Il governo deve intervenire immediatamente -sostengono i consumatori – con controlli a tappeto dei prezzi anche con nuovi strumenti concordati, come “sms consumatori“, agevolando le vendite dirette produttore-consumatore e avviando un`intensa campagna di lotta alle speculazioni, unica spiegazione a rincari di tale portata che, se non verranno fermati, porteranno alla bancarotta migliaia di famiglie“. Dalle serie storiche dell`Istat risulta che bisogna risalire al maggio-giugno 1995 (quando si registrò un +0,5%) per trovare uno scarto più alto rispetto a quello (+0,4%) registrato tra settembre e ottobre scorsi. Per quanto riguarda invece il tasso congiunturale – il confronto cioè sul mese precedente – salito dello 0,4% ad ottobre, si tratta di una variazione già toccata a luglio 2005 e gennaio 2003. “L`attuale spinta inflazionistica registrata a livello europeo – puntualizza il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani – è preoccupante e richiede massima attenzione e vigilanza a tutti i livelli. L`Italia resiste grazie al solo contributo dei settori toccati dalle liberalizzazioni“. Il ministro individua in “fattori di carattere internazionale quali l`aumento del prezzo internazionale del petrolio e delle materie prime alimentari“, le cause prevalenti dell`impennata. Queste tensioni, spiega in una nota, “hanno condotto l`inflazione dei paesi dell`Area Euro al 2,6% tendenziale, mentre l`Italia si posiziona al di sotto di questo valore confermando così la minor dinamica inflazionistica che si è registrata già a partire da aprile scorso, invertendo così una storica tendenza dell Italia a posizionarsi sopra la media europea“. Per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, i dati sull`inflazione dimostrano “che c`è bisogno di politiche attive a sostegno del reddito di lavoratori e pensionati“. E conclude ammonendo: “Attenzione alle ondate speculative. So che già sta indagando l`Antitrust per quanto riguarda una serie di prodotti. Abbiamo tensioni sul prezzo della benzina a causa del prezzo del petrolio schizzato alle stelle,ma per fortuna c`è l`euro che ci protegge un po` da questi fattori“. Secondo la Confesercenti “il governo può intervenire subito con un`azione che punti a ridurre le accise sui carburanti, a monitorare e frenare la corsa inarrestabile delle tariffe locali“.

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