18 Gennaio 2017

Cresce la voglia di qualità, Sicilia regina del dop

Cresce la voglia di qualità, Sicilia regina del dop

le associazioni dei consumatori lanciano il progetto «mangia sano» per incentivare l’ acquisto. corsi per gli operatori
Dal pecorino siciliano, alla pesca di Bivona, dal salame Sant’ Angelo al cappero di Pantelleria: sul territorio isolano ci sono una trentina di prodotti, pari all’ 11,25 per cento di tutti i dop e igp italiani. Clara Minissale OOO La tutela del patrimonio agroalimentare siciliano passa dall’ incentivo al consumo dei suoi prodotti d’ eccellenza. Conoscere ciò che la terra produce vuol dire difenderlo dalle aggressioni di una concorrenza sempre più agguerrita e figlia della globalizzazione. In questa battaglia a difesa del made in Sicily, scende in campo il Codacons Sicilia con il progetto «Mangia sano, Mangia siciliano». L’ iniziativa, promossa in collaborazione con le associazioni dei consumatori Assoutenti, Confeuropa Consumatori, Consaambiente e Udicon, sarà portata avanti per tutto l’ anno e punta ad attività di divulgazione delle conoscenze del patrimonio agroalimentare della Sicilia e di incentivazione al consumo dei suoi prodotti di qualità. Proprio in questi giorni, a Catania, si è concluso uno dei primi step del progetto, il corso per la formazione di operatori esperti nella conoscenza delle caratteristiche delle principali eccellenze della produzione agroalimentare siciliana. «Vogliamo dare il nostro contributo alla tutela del patrimonio agroalimentare isolano, materiale e immateriale – si legge in una nota del Codacons Sicilia – sempre più minacciato dalle continue e repentine trasformazioni legate alla glo L’ INTERVISTA balizzazione dei mercati che sottopongono molti prodotti tipici, e non solo quelli siciliani, ad una concorrenza sempre più aggressiva ed agguerrita». Nel panorama agroalimentare nazionale, tra diverse centinaia di prodotti tipici a denominazione di origine controllata o ad indicazione geografica protetta, il cui marchio è riconosciuto dalla legislazione vigente, spiccano 3 regioni – e tra questa la Sicilia – che superano largamente quelli di tutte le altre regioni, coprendo quasi il 40 per cento dei prodotti agroalimentari dop e igp italiani. In particolare, sul territorio siciliano ci sono una trentina di prodotti, pari all’ 11,25 per cento di tutti i dop e igp italiani. Tra questi, qualcuno tende a caratterizzare una intera area regionale, come il pecorino siciliano o la dop Sicilia per l’ olio, altri un determinato distretto territoriale. C’ è la ciliegia dell’ Etna, dop del catanese; i più celebri pistacchio di Bronte, pomodoro di Pachino o cappero di Pantelleria; il salame Sant’ Angelo igp prodotto a Brolo nel messinese; il formaggio dop Pia centinu ennese; l’ uva da tavola di Canicattì, igp dell’ agrigentino; le pesche igp di Bivona prodotte nel palermitano e nell’ agrigentino e quelle di Leonforte coltivate nell’ ennese. E ancora la carota novella di Ispica, il limone Interdonato di Messina, il ficodindia di San Cono, la pagnotta di Dittaino, senza contare tutte le dop che riguardano le varie aree di produzione dell’ olio, dalla Monte Etna alla Monti Iblei, passando per la Val di Mazara, la Valdemone o la valle del Belice. Oltre a questi prodotti tipici poi, c’ è il grande patrimonio costituito dagli oltre 230 prodotti agroalimentari tradizionali (pat) di Sicilia che, secondo il Codacons, va adeguatamente promosso e tutelato. «La nostra azione – dicono – è guidata dalla consapevolezza che ogni prodotto agroalimentare tipico rappresenta l’ esito finale di una storia millenaria fatta di continui tentativi, di miglioramenti intesi ad utilizzare al meglio le risorse alimentari fornite da un dato ambiente naturale in accordo con le varie vicende storiche delle popolazioni che hanno vissuto in quello stesso ambiente. In conclusione, ogni prodotto agroalimentare tipico presente oggi sul mercato tende a marcare una identità che è ambientale e culturale allo stesso tempo». In un periodo in cui molti prodotti siciliani sono soggetti ad una spietata concorrenza provocata dalla globalizzazione dei mercati, il Codacons Sicilia ritiene necessario e urgente intervenire affinché questo patrimonio regionale venga riconosciuto per il suo grande significato storico -culturale e adeguatamente difeso e valorizzato. Sotto questo aspetto, il Coda cons ritiene necessario che, in tema di valorizzazione di un prodotto, si tenga conto del fatto che il consumatore è sempre più disponibile a premiare, in modo competitivo, quel prodotto per il quale viene dichiarato che, nel processo di produzione, si sono preservate qualità e integrità dell’ ambiente. Il Codacons Sicilia e le associazioni che partecipano al progetto «Mangia sano, Mangia siciliano» hanno attivato in ciascuna provincia siciliana uno sportello front office di assistenza ai consumatori e un sito web dedicato, www.mangia-siciliano.com. (*CLM*)

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