3 Novembre 2010

Cresce la domanda di carburanti ‘ low cost’

IL TEMA della benzina low cost continua a tenere banco. Del resto, quando si parla di risparmio, la sensibilità dei consumatori diventa molto alta. Dopo che il Codacons, con una decisione storica, ha deciso di diramare l’ elenco dei distributori indipendenti, il nostro giornale ci ha voluto vedere ancora più chiaro. Secondo l’ associazione dei consumatori, nella nostra provincia, le pompe di benzina indipendenti, ovvero sganciate dalle compagnie petrolifere tradizionali, sono quattro: le tre della Robgas (Marina di Ravenna, Godo di Russi e Alfonsine), nonché la Seged di Formenti, sulla statale Romea. In realtà, sul nostro territorio, esistono anche altre stazioni di servizio dov’ è possibile risparmiare anche 5 euro a pieno. SECONDO una stima approssimativa, il rapporto fra distributori indipendenti e distributori di marca, è di uno a sei. Sempre sulla Romea, nei pressi delle Bassette, c’ è ad esempio Metano Romea Nord, dove i prezzi di verde e diesel sono sempre molto contenuti. Esiste poi un caso particolare, sfuggito dal censimento del Codacons. Si tratta dei distributori Avia, che, in provincia, sono quattro: S.Alberto, Barbiano, Bagnacavallo e Massa Lombarda. Avia – un colosso in Svizzera; secondo in Francia; con 800 impianti in Germania; e col 10 per cento di penetrazione nel mercato in Austria – è il consorzio europeo dei cosiddetti ‘ retisti’ , ovvero gli imprenditori che hanno una stazione di servizio. Ieri mattina, alla pompa di S.Alberto, il diesel era venduto a 1.170 euro, il prezzo forse più basso in tutta la provincia. E anche la ‘ verde’ (1.305) era decisamente concorrenziale rispetto a qualche pompa Agip (1.425). Titolare dei quattro impianti ravennati targati Avia (ma pure di altri nel Ferrarese), è Alberto Zoli, presidente dei rivenditori di prodotti petroliferi della provincia di Ravenna. Zoli ci ha spiegato i motivi che possono portare a variazioni, anche sensibili, dei prezzi, delle stesse pompe bianche, ovvero quelle indipendenti: «Al netto delle pompe delle compagnie petrolifere, che ovviamente non vedono di buon occhio questo fenomeno, chi ha un impianto indipendente, come tutti del resto, si rifornisce nei depositi, che però praticano prezzi differenti. A Ravenna, il deposito è Petra Petroli, ma ne esistono anche a Marghera, Cremona, Mantova e La Spezia, e talvolta sono più convenienti». Ma ci sono differenze anche fra pompe della stessa rete; come per la Robgas, così succede per l’ Avia. Tanto per fare un esempio, ieri, nell’ impianto di Massa Lombarda, il diesel era venduto a 1.185: «Molte volte – ha aggiunto Zoli – questi aggiustamenti li fa il mercato, cioè la vicinanza o meno di altre pompe indipendenti». QUELLO delle pompe bianche è comunque diventato un fenomeno che potrebbe avere uno sviluppo futuro: «Detto che è un bene che continuino ad esistere le stazioni delle compagnie multinazionali, perché altrimenti non ci sarebbe concorrenza, bisogna anche aggiungere che, aprire una pompa indipendente, è abbastanza oneroso, nell’ ordine del milione e mezzo di euro. La legge ha infatti permesso di liberalizzare l’ installazione di una pompa, facendo cadere il vincolo della distanza fra l’ una e l’ altra. Ma, di contro, ha imposto tre condizioni impegnative: superficie di almeno tremila metri quadrati; vendita, oltre che di benzina e diesel, di un altro carburante gassoso, ovvero gpl o metano; installazione di un impianto fotovoltaico per l’ autoproduzione di energia».
 

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