4 Maggio 2011

Cresce l’ Euribor, impennata dei tassi

Cresce l’ Euribor, impennata dei tassi
 

Pesano sull´inflazione gli aumenti registrati soprattutto dai settori dell´energia e degli … Roma. L’ inflazione rialza la testa a marzo nell’ area Ocse, passando dal 2,4% al 2,7% su base annua. Una crescita motivata, spiega l’ organizzazione, dall’ accelerazione dei prezzi dell’ energia, aumentati del 12,4%, e di quelli alimentari, in salita del 3,2%. Escludendo questi due settori, l’ inflazione si assesta all’ 1,4%, tasso più elevato dal marzo 2010. In Italia, in particolare, a marzo i prezzi sono aumentati del 2,5%, contro il 2,4% del mese precedente. Su base mensile, da febbraio a marzo 2011, i prezzi nell’ area Ocse sono cresciuti dello 0,7%; in Italia, l’ aumento è stato dello 0,4%. Ancora cattive notizie, intanto, per chi si appresta a chiedere un mutuo alla propria banca o per coloro che ne hanno uno a tasso variabile. Continua, infatti, inarrestabile la corsa al rialzo dell’ Euribor a tre mesi, ossia il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali e che viene preso come riferimento per indicizzare i mutui. Ieri ha superato la soglia dell’ 1,4% per la prima volta da oltre due anni a questa parte salendo all’ 1,402% dall’ 1,395% di ieri, segnando il livello più alto dal 23 aprile 2009. «E’ la logica conseguenza dell’ aumento del costo del denaro deciso dalla Bce», afferma il Codacons. «I tassi ormai sono costantemente in salita. Nel caso dell’ Euribor a 3 mesi si è passati dall’ 1,001% del 3 gennaio 2011 all’ 1,280% del 7 aprile, data in cui la Bce ha aumentato il tasso di riferimento di 0,25 punti, all’ 1,402% di ieri». Tradotto in cifre, spiega l’ associazione dei consumatori, «significa che le famiglie che avevano contratto un mutuo a tasso variabile stanno pagando in media, rispetto all’ inizio dell’ anno, 29 euro in più al mese, che su base annua significa 348 euro in più, una vera e propria stangata». Per il Codancons «è di fondamentale importanza che la Bce non alzi più il costo del denaro fino alla fine dell’ anno» ma questa ipotesi «è improbabile se i governi europei, a cominciare da quello italiano, non decideranno finalmente di intervenire sul fronte prezzi, per combattere l’ inflazione con politiche fiscali», sottolinea l’ associazione. Intanto, secondo uno studio di mutui.it, emerge che in Italia più di un mutuo su dieci richiesto per l’ acquisto della prima casa arriva da cittadini stranieri. In testa alla richieste vi sono i cittadini rumeni (32,4% del totale). L’ immigrato che vuole comprare la sua prima casa in Italia richiede, in media, secondo lo studio, 132.000 euro (pari all’ 80% del valore dell’ immobile da acquistare). Se confrontati con i valori medi italiani delle richieste di finanziamento per l’ acquisto della prima casa, questi dati evidenziano l’ interesse dei cittadini stranieri per immobili di valore inferiore rispetto alla media (165.000 contro 200.000 euro) e il bisogno di un finanziamento maggiore (mediamente si vuole finanziare solo il 75% del costo totale dell’ immobile). Per quanto riguarda la nazionalità degli stranieri censiti da Mutui.it, a rappresentare il campione statistico più importante è la comunità rumena: circa 1 mutuo su 3 fra quelli richiesti da stranieri proviene da cittadini della Romania, comunità molto cresciuta negli ultimi anni e ora la prima in Italia per numero. A seguire nella classifica vi sono gli Albanesi – il cui flusso migratorio è meno recente – che richiedano solo il 5,73% dei mutui analizzati. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale delle richieste di mutuo, lo studio evidenzia che la domanda è maggiore nelle regioni del Nord e del Centro Italia: Lombardia (25,80%) e Lazio (13,38%) su tutte. Seguono quindi Emilia Romagna (12,61%), Veneto (11,15%), Piemonte (8,47%), Toscana (7,20%) e Friuli Venezia Giulia (3,12%).

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