28 Marzo 2017

Crepet, mie dichiarazioni sono sul gioco non su slot machine

Crepet, mie dichiarazioni sono sul gioco non su slot machine
Replica dopo critiche ad una sua relazione come consulente

ROMA
(ANSA) – ROMA, 28 MAR – ”Faccio lo psichiatra. Ho conosciuto professionalmente molti dipendenti da gioco. Esula totalmente dal mio pensiero qualsiasi sottovalutazione del problema, cosi come qualsiasi sua semplificazione”: Paolo Crepet dopo le reazioni alla notizia, uscita oggi sulla stampa, di una sua consulenza a Lottomatica, spiega di essere stato male interpretato. ”Quanto alle mie dichiarazione sugli effetti positivi, preciso che mi sono sempre riferito ad un concetto generale del gioco, e non certo alle slot machine (calcio tombola, lotterie)”. Crepet risponde in particolare all’articolo di Gian Antonio Stella, uscito oggi sulla prima pagina del Corriere della Sera, ”che tante reazioni ha suscitato”, fra le quali anche l’annuncio da parte del Codacons di una denuncia all’Ordine dei Medici. ”Volevo precisare il mio rammarico per non essere stato da lui interpellato, vista la rilevanza della questione. La relazione a cui si riferisce, datata mesi fa, analizzava le diverse prospettive del problema, principalmente sul piano medico scientifico ed epidemiologico. Le mie dichiarazioni sono state tagliate e non capisco che cosa si voleva dire: che io sono uno pro slot machine? Evidentemente non hanno tenuto conto del mio lavoro di questo ultimi anni”. Crepet spiega di avere illustrato ad alcuni parlamentari in un incontro al Senato la sua posizione, ”sottolineando l’importanza di alcuni possibili interventi, quali l’intervento sul software delle macchine per impedire che sia superata una certa cifra. L’ingresso nelle sale da gioco di personale specializzato nel trattamento delle tossico dipendenze. Nel corso di un recente incontro in Confindustria, ho anche chiesto una drastica riduzione del numero degli apparecchi. Inoltre tre anni fa, sono stato promotore presso il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità di una ricerca epidemiologica per conoscere con esattezza quantità e qualità del problema dei giocatori d’azzardo patologici”. (ANSA).

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