Crepe e infiltrazioni: il sisma fa paura in classe
-
fonte:
- Corriere della Sera
Ritrovati due milioni di euro per la manutenzione mai utilizzati. Regione, via libera al monitoraggio delle aree a rischio
Crepe e infiltrazioni: il sisma fa paura in classe
L?associazione dei genitori: mettere la sicurezza al primo posto. Il Comune: servono i soldi dallo Stato
Quattrocento milioni di euro per la sicurezza delle scuole. Il sindaco della città, Walter Veltroni, rende nota una stima ottenuta da un monitoraggio del Comune: «È la cifra che sarebbe necessaria per mettere gli edifici a norma», dice. La tragedia del Molise fa tornare d?attualità la legge 626 sulla sicurezza, alla quale entro il 2004 tutte le scuole dovrebbero adeguarsi. «Ma occorrono i soldi dello Stato, che da anni non arrivano»: la protesta è sia del Comune (l?assessore Maria Coscia) sia dalla Provincia (l?assessore Clarke). E l?Unione degli studenti al Governo: «Non farci crollare le scuole». Intanto, la Regione ha avviato un monitoraggio per «ottenere un piano antismico», dice il presidente Francesco Storace. Soldi per la manutenzione, arriveranno comunque alle scuole dalla Regione, visto che l?assessore ai Lavori pubblici, Francesco Alacri, ha «scoperto» due milioni e 176 mila euro stanziati nel biennio 1986-88 e mai utilizzati. Il Codacons, per il quale «il 70 per cento delle scuole non è sicuro», ha predisposto un questionario (45 domande) da far pervenire alle scuole per valutarne la sicurezza: «Riempitelo e consegnatelo ai carabinieri». Nelle scuole della capitale, comuque, si procede «ad esercitazioni, evacuazioni simulate, almeno due ogni anno». Ieri, una voragine si è aperta a poca distanza dai piedi dei bambini della scuola elementare in via Fossa del Fontaniletto, zona Tomba di Nerone: larga un metro e mezzo e profonda quattro, la voragine, nel cortile dell?istituto, è stata creata dalla rottura di una tubatura e dalla forte pioggia dei giorni scorsi; non ha fatto vittime per caso, visto che i piccoli alunni giocavano qualche metro più in là; i tecnici del ventesimo Municipio hanno fatto un sopralluogo per verificare l?entità dei danni e fin da oggi saranno al lavoro per chiuderla. Ma comunque, ieri nelle scuole della capitale, la tragedia di San Giuliano è stata argomento di preoccupaziopne e commozione, quasi ovunque: l?associazione dei genitori Age (10 mila iscritti), ha chiesto alle mamme e ai papà eletti nei consigli dei circoli di far mettere la sicurezza al primo posto tra gli argomenti all?ordine del giorno, di fare pressioni sulle autorità locali; alla materna Vittorio Bachelet, in via Battistini, i genitori stanno raccogliendo fondi da mandare a San Giuliano, e in quasi tutte le scuole della città, bambini e ragazzi hanno dedicato alle vittime del terremoto poesie e disegni.
«Comunque non riusciremo a rispettare il termine del 2004 per la messa in sicurezza delle scuole – ammette l?assessore alla Scuola del Comune, Maria Coscia – almeno senza i finanziamenti statali, che non arrivano da anni. Roma, nel bilancio, ha triplicato i fondi destinati a questo scopo – spiega l?assessore – da 15 a 45 milioni di euro, ma è evidente che per intervenire subito abbiamo bisogno di altre cifre. Però vorrei precisare che un conto è l?adeguamento alla 626, un altro è il rischio sismico per il quale, a Roma, possiamo stare tranquilli». Sul tema dell?adeguamento alla legge sulla sicurezza, però, il coordinatori dei presidi della Cgil del Lazio, Antonino Titone, non esita a protestare: «Procede tutto a rilento, non possiamo negarlo». Salvatore Bonadonna (Prc alla Regione) ha chiesto «subito un piano per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati», mentre il verde Angelo Bonelli, per una volta, si trova almeno in parte d?accordo con Storace: «Bene il piano antisismico – dice – solo che il presidente finora ha attuato una politica di forte aggressione al territorio».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SCUOLA SICURA
-
Tags: alacri, Francesco Storace, maria coscia, San Giuliano, scuole, sicurezza, veltroni
