8 Febbraio 2020

Crematorio, escluse 50 famiglie Non saranno parte civile al processo

la procura nega il patteggiamento agli ex titolari: saranno giudicati con il rito abbreviato
mauro zola biella Niente patteggiamento per Marco e Alessandro Ravetti, i titolari della So.Cre.Bi. società che gestisce il tempio crematorio di Biella, accusati di diversi abusi. Il procuratore Teresa Angela Camelio nel corso dell’ udienza preliminare di ieri ha infatti negato il consenso al rito alternativo. A quel punto gli avvocati della difesa, Massimo Pozzo e Marco Bozzalla, hanno chiesto il rito abbreviato. Il processo riprenderà il 22 maggio direttamente con la discussione. Il giudice Anna Ferretti non ha accolto neppure la richiesta di presentare alcuni documenti avanzata dalla difesa, così come ha rigettato la richiesta di costituzione di parte civile di una cinquantina di familiari avanzata dall’ avvocato Alessandra Guarini, che aveva selezionato i casi, estrapolandoli dai 400 che si sono rivolti al Codacons, tra quelli per cui le cremazioni sono avvenute nel periodo in cui indagavano i carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria, in sostanza l’ ottobre del 2018. Il gup si è preso parecchio tempo per esaminare la richiesta, ma poi ha confermato quello che fino a questo momento è stato l’ andamento di queste prime fasi processuali: ha quindi preferito rimandarli insieme a tutti gli altri che hanno fatto ricorso contro la richiesta di archiviazione della Procura. Ammesse invece tre famiglie, perché che nei confronti dei loro cari siano stati perpetrati abusi lo certificano le indagini. Gli altri hanno lasciato perdere. Hanno rinunciato a presentarsi anche i comuni lombardi che sembravano i più aggressivi, nel processo resta quindi soltanto l’ amministrazione di Biella. Prima dell’ udienza di maggio potrebbero esserci altri tre appuntamenti davanti al gip, tutti relativi ai ricorsi contro l’ archiviazione. Il primo è in programma già la prossima settimana, ma potrebbe essere rinviato e i fascicoli esaminati nel corso di un’ unica sessione. Durante la quale l’ avvocato Guarini presenterà la perizia dell’ ex comandante del Ris di Parma Luciano Garofano, che dovrebbe certificare come in alcune degli urne consegnate ai familiari ci siano resti diversi da quelli dei loro congiunti, in una o forse più i resti di due persone. Sui dettagli degli esami effettuati da Garofano in un laboratorio specializzato del Torinese per il momento Guarini e gli avvocati del Codacons non svelano dettagli, neppure su quante siano le urne in cui si sono trovate prove certe. Si tratta del resto degli elementi su cui puntano per convincere il gip Arianna Pisano a rigettare le archiviazioni, aprendo le porte ad un nuovo processo che vedrebbe imputati sempre i Ravetti. Fuori dal tribunale, come sempre in questo processo, la presenza dolente e silenziosa di un gruppo di parenti: qualcuno ha presenziato a tutte le udienze, gli altri si sono dati il cambio. Di poter dire la loro nel processo, a questo punto in un altro, ci credono fermamente, portano le magliette con le foto di madri, mariti, parenti cremati. Probabile che quando si discuterà delle archiviazioni saranno molti di più. – © RIPRODUZIONE RISERVATA corrado micheletti Alcuni familiari di persone cremate nel «forno degli orrori» ieri di fronte al tribunale di Biella, in occasione di una nuova udienza del processo: ora si riparte il 22 maggio.
mauro zola

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