28 Dicembre 2004

Crack Parmalat, i consumatori contro il SanPaolo

Crack Parmalat, i consumatori contro il SanPaolo

Le associazioni: come può tutelarli se rischia di finire dal giudice come loro controparte?

Associazioni di consumatori contro il Sanpaolo. Avevano già criticato la scelta della banca di aver promosso il «Comitato Parmalat bond clienti Sanpaolo Imi», rintracciandovi un conflitto di interessi: «Piazza San Carlo ha venduto le obbligazioni del gruppo di Tanzi, può finire sul banco degli imputati direttamente o con la citazione a giudizio di suoi dirigenti». In questi ultimi giorni Codacons e Federconsumatori sono tornati all?attacco sulla procura speciale che il «Comitato» propone ai clienti della banca per rappresentarli, con i propri legali, nei processi e nelle cause contro la vecchia gestione del gruppo di Collecchio.
Il punto più controverso: «La procura non obbliga i procuratori a promuovere in concreto alcuna delle iniziative da essa contemplate e non potrà in alcun caso essere utilizzata per iniziative di sorta nei confronti di società o enti del gruppo Sanpaolo Imi, o di loro esponenti».
Nessuno aveva inviato comunicati ai giornali all?atto della costituzione di parte civile di clienti della banca (promossa dal Comitato del Sanpaolo) all?udienza preliminare del troncone milanese delle indagini sul crack Parmalat. Ora Codacons denuncia: «Lettere a pioggia stanno raggiungendo i clienti della banca… Il Sanpaolo non ha mai voluto attivare tavoli di conciliazione, non ha mai voluto dialogare seriamente con le associazioni dei consumatori…».
Giovanni dei Giudici, presidente torinese di Federconsumatori, rincara: «C?è un tentativo del comitato promosso dal Sanpaolo di convincere i risparmiatori a rinunciare all?assistenza legale delle associazioni, ben sapendo che non li tutelerà nei confronti del Sanpaolo che potrebbe diventare una loro controparte». Tiziana Sorriento, presidente regionale Codacons, aggiunge in relazione alla lettera, datata 29 novembre e firmata da presidente e direttore del Comitato: «Nella comunicazione si sottolinea che ?tutte le iniziative non comporteranno alcuna spesa o altro onere?, perché saranno tutte a carico del comitato sostenuto dal Sanpaolo Imi. Non viene parimenti spiegato che il conferimento della procura non obbliga i procuratori a fare alcunché. Con la conseguenza che i risparmiatori che vi aderiranno lo faranno pensando in questo modo di venire rappresentati e tutelati; così facendo, perderanno ogni possibilità di prendere parte ad altre e più concrete iniziative».
Per la verità, il riferimento c?è anche nella lettera. Il casus belli parte dal concorso alle spese (100 euro chiesti a ogni singola parte civile) che almeno Federnconsumatori ha proposto ai propri aderenti. Qualcuno non ha gradito e fatto notare che il Comitato non chiede nulla. E piazza San Carlo reagisce.
Dichiara l?avv. Emilio Balocco, direttore del Comitato: «Annoveriamo oltre 40 mila aderenti, clienti del gruppo, per conto dei quali abbiamo ottenuto l?ammissione delle singole posizioni di credito al passivo delle società Parmalat in insolvenza». Il comitato rappresenta nella procedura clienti della banca, in possesso di bond Parmalat per oltre 479 milioni di euro.
Aggiunge Balocco: «Il Comitato sta raccogliendo le deleghe, già conferite a migliaia, per la costituzione di parte civile nei processi penali di Milano e per altre iniziative risarcitorie. Il Comitato opera gratuitamente accollandosi ogni onere e spesa, che sono coperti da una convenzione con la banca». E osserva: «L?adesione non comporta limitazioni a qualsiasi iniziativa che gli aderenti vogliano eventualmente intraprendere a titolo personale. Elementari principi giuridici e di buon senso vietano alla banca di impiegare risorse per alimentare qualunque organizzazione che si proponga di attivare iniziative a suo danno».

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