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1 Aprile 2013

Crack finanziari – FAQ

    Crack finanziari – FAQ

    Qui di seguito cercheremo di fornire risposte efficaci alle domande più frequenti in materia di crack finanziari

    1. QUALI DOCUMENTI OCCORRE PRODURRE PER AGIRE IN GIUDIZIO?
      Per agire basta provare di aver acquistato i titoli dalla banca contro la quale si deve agire; quindi basterebbe un estratto storico del deposito titoli. È comunque opportuno inviare al Codacons tutta la documentazione in possesso del risparmiatore, ed in particolare quella indicata al seguente punto 2, per consentire una valutazione più completa della pratica.

       

    2. QUALI DOCUMENTI MI DOVEVA CONSEGNARE LA BANCA PRIMA DELL’ACQUISTO?
      Prima di effettuare un investimento, il cliente bancario doveva stipulare un contratto di deposito titoli e di negoziazione, ricevere un documento sui rischi finanziari, sottoscrivere un ordine di acquisto e ricevere un fissato bollato a conferma della avvenuta transazione.

       

    3. LA BANCA DOVEVA SEGNALARE IL RISCHIO?
      La banca è tenuta a segnalare al cliente quali sono le caratteristiche del titolo ed in particolare il rischio. Se non fa quanto richiede la legge, la banca deve rispondere dei danni provocati al risparmiatore.

       

    4. LA BANCA MI DOVEVA PROFILARE?
      La normativa in vigore già dal 1996 prevede che la banca, prima di ricevere ordini di acquisto, deve effettuare una profilatura del cliente ossia deve registrare le caratteristiche del cliente al fine di verificare l’adeguatezza dell’investimento. In estrema sintesi, se il cliente non ha un profilo speculativo (ossia se il cliente non intende rischiare), la banca non può vendere titoli rischiosi. Il cliente può comunque sottoscrivere l’ordine se il modulo contiene l’avviso di inadeguatezza.

       

    5. QUALI SONO LE SPESE CHE DEVO SOSTENERE PER AVVIARE LA CAUSA?
      Dopo la valutazione gratuita della documentazione bancaria, riservata agli associati Codacons, il consumatore può decidere se agire in giudizio contro la sua banca. In tal caso può rivolgersi a qualsiasi avvocato di sua fiducia. Se intende rivolgersi al collegio legale del Codacons, dovrà pagare solo le spese vive (bolli) e un contributo forfettario. Gli onorari e le competenze degli avvocati saranno pagate solo successivamente, ed in caso di esito positivo della causa.
      Gli avvocati del Codacons, quindi, guadagnano solo se il risparmiatore vince la causa, o comunque se ottiene un rimborso in via transattiva. Pertanto, vengono sconsigliate le azioni che non hanno fondamento. Ad ogni modo, gli avvocati del Codacons illustreranno tutti gli aspetti ed i costi della controversia prima di iniziare il contenzioso contro la banca.

       

    6. QUALI GARANZIE CI SONO PER LA RIUSCITA DELLA CAUSA?
      Il Codacons non può naturalmente offrire garanzie in merito alla riuscita della causa, come non è possibile offrirle per nessun tipo di causa davanti a un Tribunale.
      Ad ogni modo, gli avvocati del Codacons hanno maturato una esperienza pluriennale nei giudizi relativi alla responsabilità degli intermediari finanziari. Inoltre, agendo con il patto di quota lite, gli avvocati non hanno nessun interesse a consigliare una causa debole o perdente.

       

    7. QUALI RISCHI SI CORRONO IN CASO DI SOCCOMBENZA?
      In caso di condanna, il consumatore potrebbe essere condannato a pagare le spese legali della banca. Nulla sarà dovuto agli avvocati del Codacons, salvo quanto pagato per avviare la causa.

       

    8. QUALI SONO GLI EFFETTI DI UNA CONDANNA DELLA BANCA?
      In questo caso, la banca dovrà rimborsare al cliente il valore dell’investimento, gli interessi legali e le spese legali. Se il cliente ha incassato cedole (interessi) questi – molto spesso – sono detratti dal valore da rimborsare.

       

    9. CI SONO INCOMPATIBILITA’ CON ALTRE AZIONI?
      Il Codacons offre una valutazione gratuita, ai propri iscritti, della propria documentazione bancaria, al termine della quale viene espressa un parere sulla possibilità di avviare una causa per far accertare la responsabilità della banca che ha venduto i titoli spazzatura. All’ottenimento di questo parere, il risparmiatore può comunque agire con qualunque avvocato di sua fiducia.
      Quindi, se il risparmiatore ha già agito contro la banca per lo stesso titolo – anche in via transattiva – quella del Codacons è una azione incompatibile.
      Invece, la eventuale costituzione di parte civile nei processi penali contro gli emittenti (Cirio, Parmalat …) non preclude la presente azione Codacons contro la banca.

       

    10. BOND ARGENTINA: POSSO AGIRE SE HO ADERITO ALLA OPS?
      Si, in questo caso è possibile agire per il danno differenziale, ossia per quella parte di investimento che non si è recuperato con lo scambio.

       

    11. BOND ARGENTINA: POSSO AGIRE SE HO ADERITO AL TFA – ICSID?
      Nel caso di Bond argentina, si deve revocare il mandato al TFA prima di agire, per evitare eventuali eccezioni di giurisdizione.

       

    12. SONO ANCORA IN TEMPO PER AGIRE?
      Il Codacons suggerisce di agire entro il decennio del default del titolo.

       

    13. POSSO AGIRE PER TUTTI I TITOLI LEHMAN?
      In generale, l’azione legale è consigliabile per i titoli Lehman acquistati da ottobre 2007 in poi. Infatti da quel periodo era già emersa la reale rischiosità dei titoli. Per quelli acquistati prima di tale periodo, è necessario un esame caso per caso, che tenga conto anche delle caratteristiche dell’investitore.

       

    14. POSSO AGIRE PER TUTTI I TITOLI ISLANDA?
      In generale, l’azione legale è consigliabile per i titoli Islanda acquistati da ottobre 2007 in poi. Infatti da quel periodo era già emersa la reale rischiosità dei titoli. Per quelli acquistati prima di tale periodo, è necessario un esame caso per caso, che tenga conto anche delle caratteristiche dell’investitore.
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