15 Marzo 2016

Crac Mazzoni, il Codacons: «Provvisionale da 10 milioni»

Crac Mazzoni, il Codacons: «Provvisionale da 10 milioni»
jolanda, a giugno la sentenza. la banca: «il caso più grave in italia»

SI AVVICINA la resa dei conti per Raffaele Mazzoni, il broker di Jolanda di Savoia a processo per aver fatto sparire nel nulla i risparmi di circa 150 famiglie. La data della conclusione del processo, al quale ad ogni udienza partecipano decine di truffati, è fissata per il 30 di giugno. Nel frattempo in aula, davanti al giudice Debora Landolfi, proseguono le arringhe degli avvocati di parte civile. Ieri mattina è stata la volta di Bruno Barbieri, legale del Codacons e rappresentante della maggior parte delle vittime. Il legale ha insistito molto sulla questione della provvisionale per le parti lese. «Basandosi sul principio della corresponsabilità del cliente – ha illustrato – le offerte che la banca offriva alle vittime di Mazzoni spesso non coprivano nemmeno la metà delle perdite. Questo – ha scandito – è un atteggiamento vergognoso da parte di Mediolanum». L’ AVVOCATO ha poi chiarito come soltanto grazie all’ intervento del Codacons le vittime hanno potuto vedere l’ asticella dei risarcimenti alzarsi fino al 70, e in certi casi l’ 80 per cento. «Se non verrà stabilita un provvisionale – ha proseguito – molti dei nostri assistiti, ormai anziani e alcuni con seri problemi di salute, non potranno mai godere delle ricchezze messe da parte in una vita di sacrifici e risparmi». Da qui l’ istanza dell’ avvocato del Codacons, che ha stimato l’ ammontare della provvisionale da richiedere al tribunale in «almeno dieci milioni di euro». DOPO il Codacons è stata la volta del legale di Mediolanum, l’ avvocato Alberto Sirani. La premessa è che la banca «andrà fino in fondo nel perseguire i promotori infedeli». Poi un affondo diretto al broker jolandino. «Mazzoni è stato sempre assente nel corso del processo a suo carico – ha proseguito Sirani -: così facendo è riuscito nell’ impresa di apparire ancora meno credibile di quanto lo era prima. Ha cercato di sminuire la sua responsabilità nascondendosi dietro a presunte pressioni dei suoi superiori finalizzate a piazzare determinati prodotti finanziari». Linea dura quindi, anche perché, sostiene l’ avvocato di Mediolanum, quello di Mazzoni è «il caso più grave che si sia mai verificato sul territorio nazionale dal punto di vista dei numeri». E INFATTI le cifre del caso Mazzoni sono da capogiro. Un buco da 11 milioni con circa 300 persone truffate dal broker di Jolanda. In tantissimi infatti, complice l’ amicizia di una vita e il passaparola, gli avevano affidato i propri risparmi tra Jolanda, Copparo, Comacchio e Codigoro. Lui prometteva investimenti con tassi di interesse altissimi (anche il 10% in certi casi). Sulle prime gli affari andavano a gonfie vele. Poi però qualcosa ha iniziato ad andare storto. Il broker è scomparso nel nulla e i clienti hanno iniziato a farsi domande fino a che non sono partite le denunce che hanno dato origine al processo che , dopo una lunghissima fase istruttoria nella quale sono state ascoltate le storie di decine e decine di vittime, si avvia verso la conclusione. Federico Malavasi.
 

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