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28 Gennaio 2018

Crac delle Venete, Intesa viene citata in giudizio

Paolo Algisi MILANO Buone notizie per i soci azzerati di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Gli azionisti che hanno perso tutti i loro risparmi nelle azioni delle banche venete, vendute a prezzi gonfiati a clienti spesso ignari dei rischi che correvano, potranno rivalersi su Intesa anziché puntare agli attivi di incerta consistenza delle banche in liquidazione. Ad aprire uno spiraglio per decine di migliaia di soci delle due banche è stato il gup di Roma, Lorenzo Ferri, che, nel processo su Veneto Banca, ha disposto la citazione in giudizio di Intesa come responsabile civile per i reati di ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio di cui sono accusati ex manager e sindaci di Montebelluna. Un coinvolgimento definito da Intesa «contrario alla legge e, ancor prima, a ogni logica». Per questo la Banca «non mancherà di difendersi e di esercitare ogni suo diritto di tipo legale e contrattuale». Il giudice ha ritenuto che Intesa, acquirente per un euro delle attività “buone” delle banche venete, debba farsi carico dell’ eventuale risarcimento dei danni subiti da azionisti e obbligazionisti che si sono costituiti parti civili. Il gup solleva dubbi di legittimità costituzionale sul decreto legge sulla liquidazione delle banche venete, in quanto preclude ai soci azzerati ogni speranza di ristoro, mettendo la “cessionaria” Intesa al riparo dalle richieste di risarcimento. L’ ordinanza afferma «che il contratto di cessione stipulato tra Intesa e la liquidazione di Veneto Banca ha efficacia solo tra le parti e non vale ad escludere la responsabilità» di Cà de Sass «nei confronti dei terzi danneggiati azionisti di Veneto Banca», ha sostenuto l’ avvocato Matteo Moschini, che rappresenta circa seicento soci di Veneto Banca e altri quattrocento di Popolare di Vicenza che hanno perso tutto. «Se il Gup confermerà la decisione si aprirà per tutti gli azionisti e obbligazionisti subordinati di Veneto Banca un ulteriore spiraglio per poter recuperare i risparmi investiti» afferma il Movimento dei Consumatori. E il Codacons, da parte sua, parla di «decisione clamorosa» che apre la strada a richieste analoghe nei confronti delle “Good bank”, abbattendo «quel muro di ipocrisia che vedeva indenni le banche che acquisivano gli istituti in crisi» con «un artifizio incostituzionale di cui il Governo si è reso complice». Intesa, che ha acquistato le banche venete sulla scorta di un contratto “blindato” che mirava a tenerla al riparo da qualsiasi rischio legale, potrà costituirsi in giudizio alla prossima udienza, chiedendo di essere esclusa. Nel processo penale il responsabile civile è chiamato a risarcire i danni causati dalle condotte degli autori dei presunti reati: nel caso delle ex banche venete, i vecchi vertici, a processo con l’ accusa di aver ostacolato Consob e Bankitalia nelle loro funzioni di vigilanza e di aver ingannato il mercato con informazioni false sulla situazione patrimoniale delle banche.

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