Crac della Parmalat, assolte le banche straniere
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fonte:
- City
Assolti banche straniere e manager imputati nel processo Parmalat. Ieri i giudici della II sezione penale del Tribunale di Milano hanno dichiarato innocenti i sei funzionari accusati di "aggiotaggio informativo": cioè, di aver dato comunicazioni false al mercato per gonfiare la quotazione dei titoli Parmalat al di là del loro valore reale. Prosciolte anche le 4 banche a cui i manager facevano capo: Morgan Stanley, Bank of America, Deutsche Bank e Citigroup erano accusate a loro volta di aggiotaggio, in base alla legge 231/2001 sulla responsabilità aziendale, che impone di prevenire i reati commessi dai dipendenti. Con questa sentenza i giudici milanesi hanno respinto la tesi dei pm: avevano chiesto una sanzione di 900.000 euro per ogni banca, la confisca di 120 milioni di profitti ritenuti illeciti e, per i manager, condanne tra 1 anno e 1 anno e 4 mesi, attribuendo loro la partecipazione attiva alla frode ideata dal patron di Parmalat, Calisto Tanzi. Tra gli anni ‘ 90 e il 2003 Tanzi nascose i debiti mantenendo i titoli in Borsa: furono polverizzati i risparmi di 40mila persone (costituitesi parti civili), con un buco di 14 miliardi. "Soddisfatte" Morgan Stanley e Deutsche Bank. Per Bank of America "è stato confermato come nessuno dei dipendenti fosse a conoscenza della frode di Parmalat". Citigroup ha ricordato di "esser stata defraudata e di aver offerto risarcimenti ai risparmiatori per ragioni morali". Le critiche dei consumatori Duro il commento di Carlo Rienzi, presidente di Codacons: "Questa sentenza è una vergogna, invitiamo i risparmiatori a proseguire la battaglia in sede civile". Gli fa eco il segretario generale di Adiconsum, Pietro Giordano: "La truffa non sarebbe stata possibile senza la collaborazione delle banche che hanno collocato i titoli".
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