Crac, caccia ai soldi spariti
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fonte:
- Panorama
Oltre 30 mila investitori in titoli Parmalat si sono costituiti parte civile al processo. E ora parte la corsa per la Cirio
L`ultima speranza per riavere i soldi bruciati nei crac finanziari ha un nome burocratico-giuridico: atto di costituzione di parte civile. E l`avvocato Carlo Federico Grosso detiene un record nel settore.
Al processo di Parma per bancarotta, contro Calisto Tanzi e altri 63 imputati, si è costituito parte civile per conto di 32 mila portatori di bond Parmalat. Più o meno il numero di abitanti di una città media: Grosso lo sa, è «una cifra assolutamente pazzesca», ma valuta con Panorama che «se i processi penali vanno avanti in modo abbastanza spedito, i clienti possono ottenere il risarcimento dei danni».
Come si fa a costituirsi parte civile, e quanto si può ottenere? Conviene rivolgersi alle associazioni (vedere il riquadro in alto) che difendono gli interessi dei risparmiatori. L`obiettivo è appurare le responsabilità penali di chi ha causato il crac, dal quale è derivato un grave danno per chi aveva investito nei titoli (obbligazioni o azioni) di quella azienda.
E al termine del processo penale possono arrivare anche i risarcimenti.
Un altro legale, il vicepresidente dell`Adusbef Antonio Tanza, spiega: «Noi siamo una decina di avvocati dell`associazione, con circa 700 clienti che si sono costituiti parte civile nel processo Parmalat e una richiesta danni complessiva di circa 30 milioni di euro».
Tanzi sarà in grado di pagare? Difficile. Così gli avvocati diversificano le richieste puntando anche sulle banche. Racconta Grosso: «Io mi sono costituito, per conto di un comitato di clienti del Sanpaolo Imi che mi hanno scelto come penalista, sia a Parma sia nei tre processi iniziati a Milano.
E speriamo dai giudici milanesi di avere la prima sentenza di condanna entro Natale».
Particolare importante: nel processo di Milano per aggiotaggio sui titoli Parmalat (seconda tranche, giudice Taccone, prossima udienza il 30 giugno) sono imputati i dirigenti di sei banche. E in questo caso, secondo Grosso, «la capienza per il risarcimento c`è.
Tutto sta a vedere se gli imputati saranno condannati: la procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio e noi, come legali dei risparmiatori, ci siamo già costituiti parte civile».
Anche l`Assorisp, associazione con sede a Milano e Genova, mette in luce che «la presenza di molti risparmiatori, come parti civili nei procedimenti penali, ha una grande utilità perché aumenta il peso dell`accusa». Uno dei legali dell`Assorisp, Marina Acconci, partner della Lexjus, sottolinea che prima di costituirsi come parte civile «si può intervenire come persona offesa, se c`è stato comportamento scorretto degli amministratori o dei dirigenti della società.
E in questo caso l`avvocato del risparmiatore partecipa anche alle indagini: per chi ha investito in Finpart, Finmatica, Giacomelli, Finmek, Bipop c`è ancora la fase istruttoria e ci si può costituire subito».
Dopo di che, comunque, conviene costituirsi come parte civile, all`udienza preliminare: «Per la Cirio bisogna affrettarsi» avverte l`avvocato Acconci «e costituirsi entro il 16 giugno, quando a Roma inizia, davanti al giudice dell`udienza preliminare Callari, il processo contro Sergio Cragnotti e altri, tra cui i dirigenti di grandi banche come Cesare Geronzi».
«Per la Cirio l`Adoc» aggiunge il presidente Carlo Pileri «si costituisce parte civile anche come associazione, insieme a circa 40 risparmiatori».
Ma per la Cirio il maggior numero di risparmiatori probabilmente sceglierà il Codacons, associazione segnalata da Striscia la notizia.
Resta comunque la possibilità di chiedere i danni alle banche che hanno collocato i titoli prima dei crac.
L`avvocato Federica Marchese, uno dei legali dell`Assorisp, sostiene che «circa il 40 per cento delle cause promosse negli ultimi sei mesi è stato chiuso dalle banche, ancor prima di andare davanti ai giudici: con le transazioni hanno risarcito tra l`80 e il 100 per cento del capitale investito, più le spese».
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