19 Marzo 2018

Crac BPVi e Veneto Banca: il punto di Codacons Veneto per i soci e i debitori

 

Da lunedì 19 sino a martedì 27 p.v. si preciseranno molti profili dei processi penali per il crac della Banca Popolare di Vicenza e per quello di Veneto Banca, per cui approfittiamo di una nota di Codacons Veneto per “fissare” alcuni punti a partire dai sequestri. La caccia ai beni degli imputati è aperta, la verifica di donazioni, vendite e costituzioni di fondi sono al vaglio dei magistrati, scrive l’avv. Franco Conte, presidente di Codacons Veneto, che aggiunge: “Ma al di là del rumore e delle pene che procurano ai responsabili – le uniche per ora, visto che ad oggi si permettono di avere ancora il passaporto e non hanno fatto un giorno di galera (a parte Vincenzo Consoli per decisione di Roma) – non dobbiamo farci illusioni; per quella via è assai improbabile ottenere risarcimenti”.

Il meccanismo funziona così: i beni individuati sono congelati nel senso che non possono essere alienati, occultati e restano a garanzia di tutte le parti offese. Se nelle fasi del processo interviene la prescrizione (come l’esperienza oggettivamente suggerisce) i beni vengono liberati dal vincolo ed il processo penale si esaurisce.
Per questo, aggiunge Conte, “noi suggeriamo la sola costituzione di parte civile, dal costo preciso ed abbordabile. La costituzione ci consente di certificare per atto di un giudice che ‘siamo stati danneggiati’ e questo aiuterà sia l’inserimento nel passivo sia nella procedura davanti alla Commissione ANAC che vaglia le domande secondo la norma istitutiva del Fondo per le vittime di reati finanziari”.
Fallimento
È all’esame sia a Vicenza che a Treviso lo stato di insolvenza. Se fosse accertato, le banche dovrebbero essere dichiarate fallite. Questo per gli imputati (il cui numero si allargherebbe a tutti gli amministratori sino ai più recenti in carica) allunga l’orizzonte della prescrizione verso i 15 anni… quindi creando le condizioni di tempo per arrivare a sentenza.
Gli esperti stanno però valutando l’effetto del nuovo reato di bancarotta fraudolenta e sulla possibilità di mantenere le costituzioni di parti civile. Infatti potrebbe non essere consentito!
Responsabilità di Banca Intesa, Banca Italia e CONSOB
Tra i soggetti chiamati a rispondere dei danni provocati dalle due banche come noto è stata inserita Banca Intesa Sanpaolo a Roma, gup Lorenzo Ferri, mentre a Vicenza, gup Roberto Venditti, è stata esclusa, però un altro giudice di Vicenza, Luigi Giglio, in un processo civile parallelo l’ha inclusa!
Importante è verificare se Banca Italia e Consob, alla luce di quanto emerse in sede di Commissione d’inchiesta parlamentare (a conferma del buon lavoro svolto nonostante i tempi stretti, puntualizza sempre Conte) verranno chiamate in causa. Infatti, accertato che già dagli inizi del 2013 erano note, per un’entità significativa, circa 500 milioni di euro di operazioni baciate in BPVi, la proposta di aumento di capitale (2013, 2014 e della conversione delle obbligazioni convertibile del maggio 2015) era chiaramente ingannevole, basata su un valore drogato delle azioni.
Erogazione, per fini sociali, di 100 milioni di euro da parte di Banca Intesa

L’istituto avrebbe, poi, definito finalmente le relative modalità. “Entro maggio – segnala il presidente di Codacons Veneto – si raccolgono domande con modalità che spero consentano una immediata liquidità. Ricordiamo che l’intervento è per gli attuali clienti, quindi almeno fino a maggio resistete a tener i conti aperti (basta il solo deposito di titoli…). Contattate la filiale e chiedete di essere tenuti in considerazione. Prudenzialmente, prima di firmare sentite il nostro parere”.
Fondo per le vittime dei reati finanziari
“Premiamo sul sottosegretario on.le Baretta perché venga rispettato il termine di fine mese per l’approvazione del Regolamento di attuazione. E’ evidente che il Regolamento deve avere almeno un disco verde informale dai chi ha vinto le elezioni e per questo si intercettano i leader, a partire dall’on.le Salvini domani presente a Udine”.
Rientro dei fidi

“Per l’emergenza che si sta creando con la richiesta di Banca Intesa di rientro dai fidi non più garantiti dalle azioni e dei connessi decreti ingiuntivi/esecuzioni, abbiamo sollecitato S. E. il Prefetto di Venezia perché, appunto, la questione sta assumendo rilevo di ordine pubblico. La gente, nella disperazione, rischia di fuggire per cadere nelle mani di usurai da tassi del 20%!”.
Commissione regionale di indagine riproposta dalla Regione Veneto

“Abbiamo partecipato venerdì 16 u.s. alla consultazione e abbiamo ribadito l’urgenza che il Fondo per le vittime dei reati finanziari parta rapidamente e che vengano assicurate le risorse.
Le vie processuali, dai sequestri a alle cause di quantificazione del danno…, richiedono costi improponibili alle vittime e tempi scandalosi per l’età che vede I 2/3 degli interessati oltre i 65 anni. Purtroppo alcuni interventi hanno cercato di delegittimare il Fondo (speriamo che sia solo stupidità e non malafede!)”

Con l’occasione, conlude l’avv. Franco Conte, “informo che abbiamo partecipato all’iniziativa di sabato scorso a Udine promosso da Consumatori Attivi, associazione nata per animare con efficacia migliaia di risparmiatori friulani, ci ha affiancato nell’operazione di attuazione del Fondo e nel confronto con Banca Intesa. e nella definizione delle strategie giudiziarie. Un grande successo di partecipazione, di testimonianza di mobilitazione, in un contesto altissimo livello professionale”.

Come si vede la materia resta complessa, siamo in un campo che non ha precedenti, ma restiamo vigili e responsabilmente ottimisti.

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