15 Marzo 2011

Crac Aiazzone, Fiditalia accetta lo stop alle rate

Crac Aiazzone, Fiditalia accetta lo stop alle rate
 

Nella stazione dei carabinieri di Pozzo Strada il maresciallo Corrado Finocchiaro aspetta paziente: sulla sua scrivania si stanno accumulando le denunce dei clienti del mobilificio Aiazzone. Soltanto negli ultimi giorni ne sono arrivate una decina. Tutte persone che avevano creduto nel vecchio motto dell’ indimenticabile Guido Angeli ("Provare per credere") rispolverato da Gianmauro Borsano (ex parlamentare craxiano ed ex presidente del Torino Calcio con alle spalle una storia giudiziaria infinita per pasticci con fatture e bilanci) e da Mauro Semeraro, nome notissimo tra i mobilieri, che hanno pensato di rilanciare il vecchio marchio di Biella con una grande holding del mobile, la B&S. Il progetto, partito nel 2008 con 54 milioni di capitale sociale e un gran battage pubblicitario, nel 2010 però è già in crisi: ci sono 14,8 milioni di debiti, i fornitori non vengono più pagati, gli assegni sono protestati. E soprattutto non arrivano i mobili a chi aveva "provato" e ora stenta a credere. La B&S, che ha sede nel Lazio e non paga neanche gli 830 dipendenti, viene ceduta alla Panmedia di via Cavalcanti 14, a Torino, che però si occupa di comunicazione. La Procura di Roma apre un’ inchiesta e indaga Borsano e Semeraro per evasione fiscale, quella di Torino apre a sua volta un fascicolo dove raccoglie le denunce dei clienti beffati. Che sono tantissimi e che si sfogano su Facebook: "Salve a tutti, mi chiamo Marta Milone e ho comprato una camera da Aiazzone pagando in anticipo l’ intera somma di mille euro ad ottobre. Consegna prevista, dicembre 2010. Ovviamente non ho mai visto nulla…". "Ho comprato una cucina – scrive invece Paola Ratibondi – che doveva essere consegnata a fine gennaio. Naturalmente come tutti non è stata consegnata e non riesco a mettermi in contatto con la sede dove ho fatto l’ ordine perché è chiusa da un mese. Se qualcuno ha già sporto denuncia me lo faccia sapere…". Viviana Gennaro consiglia: "Denunciate alla caserma Pozzo Strada di Torino, c’ è un maresciallo molto preparato che sta seguendo questi maledetti da diverso tempo e raccoglie tutte le denunce…". E per difendere le moltissime persone truffate si sono mosse le associazioni dei Consumatori. I punti vendita Aiazzone sparsi per l’ Italia sono ben 46. Un primo risultato il Codacons lo ha già ottenuto, riuscendo a convincere Fiditalia, la finanziaria che ha anticipato i soldi per l’ acquisto dei mobili, a congelare le rate dei clienti Aiazzone che non hanno mai ricevuto la merce. "Abbiamo scritto a Fiditalia chiedendo il congelamento delle rate e la restituzione di quanto già pagato – spiega l’ avvocato Tiziana Sorriento del Codacons – e ho appena saputo che la nostra proposta è stata accolta".

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