13 Aprile 2011

Crac Aiazzone, chiesto il fallimento

Crac Aiazzone, chiesto il fallimento
 

Giorni decisivi per l’ esito della vicenda Aiazzone: sono in ansia i 300 acquirenti beffati nella Marca, molti dei quali si erano rivolti al punto vendita di Conegliano, che hanno già spedito diffide e lettere di messa in mora al mobilificio e alla finanziaria, per via dei mobili pagati e mai ricevuti, o ricevuti con gravi difetti. Alcuni trevigiani, oltre alla Federconsumatori, al Codacons e altre associazioni, si sono rivolti all’ Adico di Mestre, prima associazione dei consumatori a sollevare il caso in Veneto. Spiega il presidente dell’ Adico Carlo Garofolini: «Seguiamo gli sviluppi ogni giorno, ma dobbiamo attendere i pronunciamenti del giudice». Di fatto, «è partito il conto alla rovescia per arrivare a un primo punto fermo sulla vicenda del mobilificio Aiazzone-Panmedia, che ha lasciato senza mobili e con rate a tre zeri da pagare migliaia di persone in tutta Italia – spiega l’ associazione – un caso che l’ Adico di Mestre conosce molto bene e sta monitorando giorno per giorno, continuando a raccogliere le richieste di aiuto dei tanti truffati in attesa di procedere con la class action. E l’ avvocato che segue la questione è a disposizione di tutti coloro che vogliano informazioni e delucidazioni proprio oggi dalle 15 alle 18 in via Volturno 33 o al numero 041 5349637». Proprio l’ Adico di Mestre ha inoltrato istanza di fallimento contro il mobilificio. «Nel frattempo gli sviluppi giudiziari del crack Panmedia hanno cambiato le carte in tavola e complicato la situazione – fa presente l’ Adico – e il prossimo appuntamento è per i prossimi giorni, quando si terrà l’ udienza al Tribunale fallimentare di Torino che deciderà se decretare il fallimento o se ammettere la società a procedura concorsuale alternativa (come ad esempio l’ amministrazione controllata). Intanto nei giorni scorsi si è svolto l’ incontro di Federconsumatori con i rappresentanti di Fiditalia per la vicenda Aiazzone-Emmelunga e società collegate ai nomi di Borsano e Semeraro, i due imprenditori finiti agli arresti per le note vicende dei mobilifici connessi. «E’ noto che Fiditalia è la finanziaria che più si è esposta nell’ eventuale fallimento di Panmedia – fa sapere la Federconsumatori – poichè ha permesso, attraverso i finanziamenti, l’ acquisto di mobili a rate permigliaia di cittadini, ignari della sorte che il futuro avrebbe loro riservato. Nella riunione la finanziaria Fiditalia ha ammesso che, forse, ha commesso qualche errore nel sottovalutare la portata dell’ avvenimento e nell’ aver continuato a sottoscrivere finanziamenti con i cittadini pur sapendo che questa pratica poteva risultare loro dannosa. Pur con l’ ammissione Fiditalia ha assunto una posizione che noi riteniamo preoccupante: si conferma quanto concordato in prima richiesta dalle associazioni, in altre parole in attesa di chiarimento i finanziamenti sono sospesi per tutti coloro che hanno attivato la procedura della messa in mora. Oggi a vicenda chiara, con le procedure fallimentari in corso, la sospensiva non ha più senso, bisogna parlare di annullamento dei contratti di finanziamento, perché i cittadini non hanno ricevuto la merce e mai la riceveranno. I cittadini hanno fatto un finanziamento per acquistare i mobili, mai arrivati, ed è in virtù diquesto presupposto che il finanziamento è da ritenersi nullo, questo è quello che prevede la legge. Pertanto la Federconsumatori chiede a Fiditalia di ritornare sui propri passi ed avviare le giuste procedure per risolvere i problemi che ha rappresentato. In caso contrario la nostra associazione attiverà il percorso conciliativo/giudiziario per aver ragione sui comportamenti lesivi». Del caso Aiazzone, intanto, si sono interessate anche Le Iene di Italia1 intervistanto alcuni acquirenti beffati.

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