31 Agosto 2020

Covid, si costituisce il Comitato famigliari e operatori delle residenze protette: “Nulla è cambiato”

 

“Le notizie apprese mezzo stampa, riguardo nuovi decessi e contagi nelle strutture residenziali per anziani, sopratutto nella provincia di Modena, evidenzia come CRA e RSA abbiano ancora grandi fragilità. Il silenzio da parte delle istituzioni e mondo politico, dimostra per l’ ennesima volta la poca importanza attribuita a questi servizi, alle persone più fragili che ne sono ospitate e a tutti i lavoratori del settore”.Lo sostiene Mauro Caffo, operatore socio sanitario e delegato sindacale USB, rappresentante del Comitato dei Famigliari delle vittime del Covid nelle residenze per anziani, che ormai da qualche mese ha intrapreso un braccio di ferro con la Regione su questo tema.”Nei mesi di piena emergenza le promesse sono state molteplici e roboanti come quella della creazione del tavolo tecnico da parte dell’ amministrazione regionale per migliorare tutto l’ impianto organizzativo delle CRA e RSA, per rivedere il sistema dell’ accreditamento e conseguente potenziamento. La regione ha sempre risposto negativamente alla creazione di una commissione d’ inchiesta indipendente, per accertare le responsabilità per i tanti decessi nelle CRA e RSA in Emilia Romagna – prosegue Caffo – Questo atteggiamento di chiusura e mistificazione della realtà, evidenzia la mancanza di volontà politica nell’ accertamento dei fatti, ed assunzioni di responsabilità. L’ ammettere eventuali errori non è un segnale di debolezza, bensì di grande responsabilità e onestà nei confronti dei cittadini”.Il comitato, nato proprio sul territorio modenese nei mesi più duri dell’ emergenza e poi allargatosi ad altre realtà territoriali – oltre che a USB e Codacons – è pronto per un passo formale ulteriore: lunedì 7 Settembre alle ore 17.00 a Modena presso il Teatro Guiglia si terrà l’ assemblea costituente di quello che è stato ribattezzato Comitato regionale Familiari e Operatori delle residenze protette.”I dati positivi non devono trarre in inganno, pensando che il rischio sia scomparso (i contagi su tutto il territorio nazionale lo dimostrano) o che i problemi più volte denunciati si siano miracolosamente dissolti – spiega ancora Caffo – Tutto il contrario. I problemi continuano ad esistere e sono sempre pronti ad esplodere in maniera dirompente, presagendo possibili scenari vissuti nel recente passato, che non sono esclusivamente correlati al covid-19. La gestione dell’ emergenza non è ancora conclusa! Le strutture residenziali sono costrette ad affrontare autonomamente le criticità correlate, dimostrando la grande abnegazione e professionalità del personale che opera al proprio interno. La sensazione è che dai propri errori non si voglia imparare”.”In questi mesi come cittadini, familiari, operatori siamo stati impegnati in prima persona per cercare di mantenere alta l’ attenzione sull’ argomento, avanzando proposte, spiegando la vita all’ interno delle CRA e RSA, l’ apparato burocratico che le costituisce, la scarsità di risorse stanziate, costringendo il personale a sopperire alle tante troppe mancanze. Cercando di sensibilizzare che le residenze per anziani e disabili sono una risorsa, che se gestite nel modo corretto sono un grosso aiuto per tutte quelle famiglie che devono affrontare il dramma di un malato nella propria vita. La domiciliarità sostenuta dalla giunta regionale, non è la soluzione. È scaricare sulle famiglie la gestione del malato in quanto, come l’ anziano portatore di patologie multiple, il disabile fisico e psichico, necessita d’ assistenza specifica fatta da professionisti. Puntare esclusivamente sui servizi domiciliari, andrebbe a creare un maggiore divario sociale, tra quelle famiglie che possono permettersi l’ assistenza domiciliare e chi no. Solo servizi h24 possono e devono offrire tale assistenza, a garanzia di equità sociale a difesa delle fasce più deboli e disagiate, attraverso il potenziamento delle strutture residenziali protette, è possibile garantire tali obbiettivi”.

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