30 Ottobre 2020

COVID, LAZIO: DOPO IL VACCINO OBBLIGATORIO ZINGARETTI FA FLOP ANCHE SULLE MASCHERINE ALL’APERTO

     

    IL TAR LAZIO ACCOGLIE LE TESI DEL CODACONS E DICHIARA SUPERATE LE DISPOSIZIONI REGIONALI. VALGONO LE REGOLE CONTENUTE NEL DPCM DEL GOVERNO

    Altra sconfitta per la Regione Lazio dinanzi al Tar del Lazio, con l’amministrazione Zingaretti che, dopo il vaccino obbligatorio per gli over 65enni, perde anche la battaglia sull’uso delle mascherine all’aperto.
    La sezione Terza Quater del Tribunale amministrativo ha infatti ritenuto superata l’Ordinanza del Presidente della Regione Lazio del 2 ottobre 2020 n. Z00062, impugnata dal Codacons e da Vittorio Sgarbi con apposito ricorso nella parte in cui disponeva l’obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare la mascherina nei luoghi all’aperto, durante l’intera giornata, anche quando si era in condizione di totale isolamento, ad esempio in un bosco o in una strada deserta.
    Scrivono i giudici del Tar nella sentenza:

    “Considerato che l’ordinanza impugnata della Regione Lazio (2 ottobre 2020) prescrive l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, con riguardo al territorio regionale, durante l’intera giornata e senza distinzione alcuna; il successivo DPCM 13 ottobre 2020, adottato in forza del decreto legge n. 125 del 7 ottobre 2020, prescrive il medesimo obbligo, in tutti i luoghi all’aperto e su tutto il territorio nazionale, ma “a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi” […]
    Il DPCM da ultimo citato reca dunque un obbligo maggiormente circoscritto rispetto a quello imposto (in modo più generalizzato) dall’ordinanza regionale qui impugnata: ed infatti, mentre quest’ultima riguarda indistintamente tutti i luoghi e tutte le situazioni, il DPCM esenta da tale obbligo (mascherina anche all’aperto) quei luoghi o quelle particolari situazioni (es. strada pressoché deserta) ove il contatto tra persone non conviventi sia sostanzialmente da escludere (c.d. “isolamento sostanziale”); […]
    Il successivo DPCM, qualora finalizzato a disciplinare gli stessi ambiti materiali, è così destinato a superare o a far caducare pregressi interventi regionali.
    Di qui il semplice superamento, delle medesime previsioni regionali, per mano del successivo DPCM 13 ottobre 2020 il quale ha funditus disciplinato il tema relativo all’obbligo di utilizzo di mascherine all’aperto. Nella direzione sopra indicata il ricorso deve dunque essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, atteso che le censure in esso previste si concentrano sulla ritenuta illegittimità di regole non più vigenti per tutte le considerazioni sopra evidenziate”.

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