22 Gennaio 2021

Covid, la Sicilia tra dati in calo e lo spettro di un lockdown

 

Secondo il bollettino di ieri sono scesi a 1.230, da oltre duemila che erano, i nuovi casi giornalieri. Ma Musumeci si dice pronto ad adottare nuove, forti restrizioni. L’ironia di De Luca. Ottanta denunciati a Palermo

I Siciliani sono divisi a metà: quelli che seguono con il fiato sospeso la situazione dei contagi, e quelli che si comportano come se nulla fosse avvenuto nonostante la zona rossa e l minaccia del governatore Nello Musumeci di inasprire ancora le restrizioni.

Nonostante, infatti, sia calato il numero di positivi al covid in Sicilia – sono 1.230 i nuovi positivi a fronte di 21.609 tamponi processati, con una incidenza del 5,7% – e nonostante la nostra isola sia passata dal primo al quinto posto per contagi tra le regioni, la situazione è ancora grave.

Le vittime sono state 28 nelle ultime 24 ore e il totale dei positivi attivi è 46.898 con un incremento di 191 casi, dopo il boom di guariti di ieri (2.269).

Per completare il quadro della situazione va aggiunto che negli ospedali i ricoveri sono 1.657, 17 in meno rispetto a ieri, dei quali 221 in terapia intensiva, sei in più rispetto a ieri.

Ma, come detto, la flessione nei dati non ha fatto calare l’attenzione. E il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha dichiarato di non escludere, in caso di risultati ancora negativi, non solo che la Sicilia continui a restare zona rossa, ma di passare a un “lockdown” fortemente restrittivo, “come quello della scorsa primavera”.

“Siamo preoccupati – ha detto il Governatore – perché consideriamo prioritario il diritto alla vita e se il contagio non dovesse abbassarsi ancora, noi alla fine del mese adotteremo ulteriori misure restrittive d’intesa con il Governo nazionale e non escludo che si possa arrivare a un lockdown come quello della scorsa primavera”.

L’ironia del sindaco De Luca

“Il governatore Musumeci – ha commentato ironicamente il sindaco di Messina Cateno De Luca durante una diretta Fb – finalmente si è accorto che la Sicilia si sarebbe dovuta chiudere prima e con misure più restrittive come ho fatto io”.
“Musumeci – ha aggiunto rivolgendosi al Governatore – il babbiu è finito. Finalmente te ne sei accorto anche tu. Io però ho fatto ordinanza”.

Il Pd e lo scaricabarile

Musumeci è “molto allarmato perché i siciliani non hanno capito la gravità del momento: basta guardare le foto e i filmati per rendersi conto della indisciplina di una minoranza di cittadini”.

Una valutazione in parte contestata dal capogruppo del Pd all’Ars, Giuseppe Lupo.

“È vero – ha detto l’esponente dem – che continua ad esserci una minoranza di cittadini che non rispetta le regole, ma da un presidente della Regione che agisce anche nella veste di commissario Covid ci aspettiamo qualcosa in più dell’ennesimo scaricabarile. Musumeci non può continuare ad accusare ‘l’altro di turno’ per tentare di nascondere le proprie inefficienze”.

Richiami anche ai furbetti

Intanto prosegue il piano di vaccinazione anti Covid in Sicilia e il direttore generale dell’Asp di Ragusa, Angelo Aliquò, annuncia che “per evitare ulteriori sprechi, i richiami saranno somministrati a tutti”, anche ai presunti “furbetti” che hanno avuto la dose pur non figurando negli elenchi.

L’associazione di consumatori Codacons lancia invece “l’allarme ‘sciacalli’ in alcuni reparti covid degli ospedali siciliani, che sono inaccessibili anche ai parenti dei ricoverati, ma che, a quanto pare, stanno diventando sempre più il regno di ladri senza scrupoli” che “rubano fedi, cellulari e preziosi di ogni genere posseduti dai pazienti”.

I mugugni per Sant’Agata

Infine, dopo l’annuncio dato ieri, i fedeli catanesi mugnugnano per la decisione di Curia e Comune di non far svolgere la festa di Sant’Agata con il tradizionale bagno di folla: per la Patrona ci saranno messe a porte chiuse in Cattedrale nei giorni clou senza fedeli né tantomeno processioni esterne.

Nessun evento pubblico, dunque, anche se tutto si potrà seguire sui canali social, Facebook e Youtube, della Arcidiocesi.

Novanta multati a Palermo per assembramento

Intanto anche il bollettino quotidiano dei multati a Palermo, che appare come la città siciliana più indisciplinata, ha avuto un’impennata: novanta persone dovranno pagare una sanzione di minimo quattrocento euro ciascuna.

Ma tra i multati di ieri a Palermo nelle operazioni condotte dalle forze dell’ordine e coordinate dalla Prefettura, ci sono anche sette commercianti. Inoltre un esercizio è stato chiuso per cinque giorni.

Le persone multate da novembre a oggi sono oltre 8.182 e 24 quelle denunciate, su oltre 125 mila controlli. Su 26.688 esercizi commerciali ne sono stati multati 64, di questi 23 quelli chiusi.

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