1 Marzo 2021

COVID: DA GILETTI IERI LA PROVA DELL’ “IMBROGLIO” DEI VENTILATORI PER LE TERAPIE INTENSIVE

     

    MENTRE IL CTS RIFIUTAVA L’11 MARZO I VENTILATORI CINESI POCO COSTOSI, ARCURI CHIEDEVA CON SMS DEL 20 MARZO A BENOTTI DI TROVARE VENTILATORI POLMONARI

    ESPOSTO DEL CODACONS ALLA PROCURA E RICORSO AL TAR CONTRO L’ASSURDO RIFIUTO DEL CTS

    Il caso dei ventilatori polmonari richiesti dal Commissario Domenico Arcuri a Mario Benotti sarà oggetto di un nuovo esposto del Codacons alla Procura e di ricorso al Tar.
    Lo rende noto l’associazione dei consumatori, dopo le rivelazioni trasmesse ieri nel corso di “Non è l’arena” e gli scambi di sms tra Arcuri e Benotti per la fornitura di ventilatori da destinare ai reparti di terapia intensiva.
    L’11 marzo 2020 il Comitato Tecnico Scientifico rifiutava una fornitura di ventilatori offerti da una ditta cinese, che a prezzi assolutamente concorrenziali avrebbe potuto aiutare i reparti di terapia intensiva in quel momento al collasso – spiega il Codacons, che aveva fornito al Cts tutti i riferimenti dell’azienda – La sola spiegazione fornita dal Comitato fu che i ventilatori non erano stati ritenuti idonei, senza fornire alcun ulteriore dettaglio.
    Si scopre oggi che il Commissario Arcuri il 20 marzo 2020 scrisse a Benotti chiedendo di attivarsi per reperire proprio ventilatori polmonari da destinare agli ospedali, in considerazione della grave situazione dei reparti di terapia intensiva.
    Una circostanza che rende ancora più assurdo il rifiuto del Cts alla proposta proveniente dalla Cina, e che fa sorgere sospetti anche sui costi sostenuti dallo Stato per il reperimento dei macchinari. Quanto avrebbe potuto risparmiare il Governo acquistando i ventilatori dalla Cina e non tramite i servizi resi da Benotti?
    Domande che finiscono ora in un esposto del Codacons in Procura e saranno oggetto di ricorso dell’associazione al Tar del Lazio.

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