22 Marzo 2020

Covid, crescono positivi e ricoveri ma lentamente

i numeri. in 42 hanno contratto il virus (tre in più del giorno prima), mentre sono 19 (più 2) i pazienti in ospedale
Continua, seppur lievemente, a crescere la curva sia delle persone positive al coronavirus, sia di quelle ricoverate nei covid-hospital. Il dato più consistente riguarda le persone affette da coronavirus che salgono a 42 unità, 3 in più (compresi i due casi rilevati a Canicattini e uno ad Avola) rispetto all’ ultima rilevazione della Regione siciliana, trasmessa all’ Unità di crisi nazionale. Cresce anche il numero dei pazienti ricoverati in ospedale che ha raggiunto quota 19 (2 in più rispetto al precedente bollettino).Intanto, si continua a discutere sulla necessità di medici ed infermieri, in prima linea nei presidi ospedalieri e non, di dotarsi di adeguati dispositivi di protezione individuale, e sulla difficoltà di approvvigionarsi di tali strumenti. E fa discutere anche soprattutto la risposta che il direttore generale dell’ Asp ha fatto pervenire al prefetto, al responsabile della Protezione Civile di Siracusa, rispetto alla richiesta di fornitura di dispositivi di protezione individuale. L’ avvocato Giovanni Petrone, presidente regionale Codacons, in una lettera indirizzata al direttore generale dell’ Asp ha scritto che “è spiacevole dover constatare che chi dovrebbe avere il compito istituzionale di farsi carico delle serie problematiche poste dall’ intera categoria dei medici di medicina generale della provincia, non trova di meglio che minacciare addirittura ispezioni per verificare il rispetto della non meglio precisata normativa vigente.”Il Codacons segnala “un vizio di principio” su quanto scritto dal direttore Ficarra perché “non solo i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta sono inquadrati in maniera unanime dalla giurisprudenza come lavoratori parasubordinati, ma “gli Acn di settore, li qualificano come presidio del servizio sanitario nazionale che concorreal perseguimento degli obiettivi di salute del servizio medesimo nei confronti del cittadino, mediante attività assistenziali convenzionate e non convenzionate retribuite”.Il Codacons ha invitato il direttore Ficarra “a rimeditare sulle affermazioni rese e a rivedere la propria posizione, in un momento di tensione e di difficoltà che vede gli operatori sanitari esposti a un rischio non facilmente fronteggiabile”.Prova a gettare acqua sul fuoco il parlamentare regionale Giovanni Cafeo: «Il tempo dei confronti e delle rese dei conti interne può e deve aspettare, oggi al primo posto è necessaria la collaborazione di tutti finalizzata al perfetto funzionamento del sistema per la salvaguardia della salute pubblica; per questo ritengo utile poter impiegare il personale sanitario destinato al territorio negli ospedali, potenziando così in questa fase di massima allerta l’ organico già sottoposto a grandi stress».Francesco Nania.

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