**Covid: Consiglio Stato accoglie ricorso Codacons, Anac riaprirà dossier su Ricciardi**
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- Adnkronos on line
Roma, 3 apr. (Adnkronos) – La V sezione del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Codacons contro Walter Ricciardi: l’Autorità Anticorruzione dovrà infatti riaprire il dossier sulle possibili incompatibilità nell’attività del consulente del ministro della Salute Roberto Speranza. Lo annuncia il Codacons, che aveva presentato ricorso prima al Tar, poi al Consiglio di Stato, contro la decisione dell’Anac di archiviare un esposto dell’associazione in cui si denunciavano conflitti di interesse in capo a Walter Ricciardi, promotore del piano nazionale di prevenzione vaccinale per il biennio 2016-2018. Ricciardi “rivestiva il ruolo di presidente Iss pur avendo ricevuto finanziamenti e sponsorizzazioni da aziende farmaceutiche produttrici di vaccini (Glaxo Smith Kline, Pfizer, Sanofi Pasteur Msd e AbbVie Srl). Vicenda che, come noto, a seguito delle denunce del Codacons sfociate nell’inchiesta giornalistica de Le Iene, portò Ricciardi alle dimissioni”, spiega l’associazione.
Una archiviazione che il Consiglio di Stato ha ritenuto ingiusta perché basata su una istruttoria “carente”, e che non ha considerato i finanziamenti ricevuti da Ricciardi anche durante il suo mandato come presidente dell’Iss. Scrivono i giudici nella sentenza (Presidente Luciano Barra Caracciolo, Relatore Raffaele Prosperi): “Nel merito l’appello deve essere accolto, stante la fondatezza assorbente del primo e del quarto motivo, esaminabili congiuntamente, i quali il primo sostiene che gli uffici dell’Anac debbano prestare particolare attenzione, nell’ambito di propria competenza, ad eventuali indizi di violazioni delle disposizioni di legge in materia di inconferibilità e incompatibilità, procedendo, se del caso, a specifica segnalazione per più approfondite indagini, il quarto sulla stessa linea, secondo cui gli approfondimenti svolti dall’Anac sono consistiti solo ed esclusivamente in una interlocuzione con il Rpct dell’Istituto Superiore di Sanità […]”.
“Ora -prosegue la sentenza- risulta palese che, pur affermando le proprie prerogative e competenze ad approfondite indagini, l’Autorità si era limitata ad un’interlocuzione con l’Istituto Superiore di Sanità e con il diretto interessato, basandosi principalmente su dichiarazioni del medesimo, oltre che sul curriculum vitae dallo stesso redatto. Dunque non vi è traccia di ‘approfondite indagini’, cioè di attività istruttorie di tipo acquisitivo sviluppate al di là di una mera interlocuzione con l’interessato, di cui parla la stessa Anac; l’istruttoria appare oggettivamente carente, considerato che essa si è fondata esclusivamente sui dati che l’interessato ha volontariamente reso pubblici senza che si sia posto il problema di un approfondimento che muovesse da tali stessi dati”.
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