19 Settembre 2021

Covid a scuola: è già allarme? Spunta il sistema delle micro bolle

Covid a scuola: ricomincia l’anno scolastico e i problemi tornano al pettine. Cosa sta succedendo a pochi giorni dall’avvio delle lezioni in presenza?

Il clima che regna negli istituti di istruzione italiani è ancora di incertezza, misto a un ottimismo ancora debole per la regola generale di scongiurare a ogni costo la Dad.

Tuttavia, al 18 di settembre, sono già diverse le classi finite in quarantena per casi di positività e la didattica a distanza è stata rispolverata.

C’è già un allarme scuola per il Covid? Il mondo dell’istruzione è in agitazione, mentre si pensa al sistema tedesco delle micro bolle: il punto della situazione.

La scuola sta già facendo i conti con i contagi Covid, in un settembre piuttosto movimentato tra variante Delta e obblighi del green pass.

In tutta la penisola sono circa un centinaio le classi costrette alla quarantena dopo pochi giorni dal ritorno in aula, con il riattivarsi della tanto discussa didattica a distanza.

Secondo il Codacons i ragazzi costretti alle lezioni in Dad sono troppi, considerando che la scuola è appena cominciata. La prassi di lasciare ai genitori la misurazione della temperatura non piace e l’associazione sta preparando una diffida al Miur per spingere gli istituti all’incombenza.

Ma misurare la temperatura all’ingresso della scuola comporterebbe una serie di altre incombenze: personale, mezzi, tempi per l’entrata. Insomma, il mondo scolastico naviga in acque poco serene.

Il Comitato priorità alla scuola ha fissato una protesta per il 20 settembre, lamentando le carenze sistemiche e strutturali della scuola, per nulla affrontate: aule con poco spazio per il distanziamento, aerazione non organizzata, doppi turni per le lezioni sono nel mirino delle proteste.

In questo inizio non privo di ostacoli dell’anno scolastico, si sta facendo strada anche l’idea di applicare il metodo tedesco delle micro bolle per la quarantena.

Di cosa si tratta? Dinanzi a un caso di bambino positivo, andrebbero in quarantena solo i ragazzi con contatti più stretti come compagni di banco e amici con intensa frequentazione.

Il sistema vorrebbe evitare di spedire intere classi in isolamento e in Dad, ma gli esperti sanitari sono contrari. In classe, in realtà, non si vive in modo statico e durante le lezioni ci si relaziona, ci si sposta e la bolla protettiva non rappresenta davvero un guscio. Anzi, potrebbe sottovalutare possibili altri contagi ed essere pericolosa.

La scuola è ricominciata con l’incubo Covid: l’allarme si spegnerà?

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