Courmayeur, piste a numero chiuso
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fonte:
- Corriere della Sera
Courmayeur, piste a numero chiuso
COURMAYEUR (Aosta) – Neve sulle Alpi, ma non sempre abbastanza per accontentare tutti gli sciatori e garantirne la sicurezza. Così a Courmayeur da domenica, per la prima volta, è stata istituita una sorta di «numero chiuso» sulle piste. E a fioccare questa volta sono le polemiche. Anche in questo ponte dell?Immacolata sono state prese d?assalto le stazioni sciistiche che su gran parte dell?arco alpino sono riuscite ad aprire gli impianti. La neve caduta all?inizio della scorsa settimana ha dato una mano ai «cannoni» già in attività da metà novembre e nel complesso la situazione è abbastanza buona. Ma a Courmayeur, in Valle d?Aosta, le temperature elevate in relazione alle medie stagionali hanno impedito ai cannoni di continuare a «sparare» condizionando pesantemente quelli che erano i programmi iniziali. Così la società Courmayeur Mont Blanc Funivie è stata posta di fronte a una scelta. Chi fare sciare? E la risposta è stata: solo i possessori dello skipass stagionale valido su tutti i circa 200 impianti della Valle d?Aosta. Bloccata invece la vendita degli skipass giornalieri (che sarebbero costati 36 euro). Una drastica riduzione quindi del numero dei fruitori delle piste concesse solo a chi ha pagato i 730 euro della tessera valida tutto l?inverno.
«Attualmente possiamo garantire solo 5-6 chilometri di piste strette, su 40 totali, e 4 impianti aperti in quota sul versante di Checrouit – spiega Gioachino Broglio, responsabile dell?ufficio commerciale della società -. Avevamo stabilito l?apertura per sabato 4 dicembre ma nell?ultima settimana ci sono state condizioni meteorologiche sfavorevoli e ci siamo trovati un po? in difficoltà». Prima è stata rimandata l?apertura di un giorno ma anche questo non è bastato. «Avevamo però già fatto fin da novembre la prevendita degli abbonamenti stagionali. Solo noi, senza considerare le altre stazione della Valle d?Aosta, ne avevamo venduti 2000». Ma ce ne sono altre migliaia e non è possibile sapere dove il cliente decide di andare a sciare. «Facendo dei calcoli che mettono in relazione le piste disponibili con il numero di sciatori, ci siamo resi conto che non potevamo garantire l?afflusso ad altre persone. Così abbiamo pensato al numero chiuso e abbiamo deciso di lasciar passare solo i possessori degli skipass stagionali che già avevano acquistato un servizio».
Domenica a sciare sono stati in 2100. Giorno per giorno, in base alla quantità di neve che sarà possibile produrre, sarà deciso cosa fare. In pista però è scesa l?associazione dei consumatori Codacons che si è fatta carico di «lamentele e indignazione da parte di turisti e degli associati». «Un atteggiamento discriminante che ha leso clamorosamente l?immagine della Valle agli occhi dei turisti, e ha causato gravi danni economici agli albergatori della zona che hanno visto disdire numerose prenotazioni e partire clienti prima del dovuto perché impossibilitati a sciare», dice Giorgio Perrod, vicepresidente di Codacons Valle d?Aosta. E annuncia una richiesta di risarcimento dei danni per la mancanza di una tempestiva divulgazione della decisione.
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