9 Dicembre 2010

“Costretti a salassare la gente”

I distributori di Treviso in lotta contro i colossi del petrolio

 Aumenti a ridosso delle festività, ma il prezzo del barile è fermo a 80 dollari Carlo Garofolini E’ un’ odiosa speculazione a cui partecipano anche lo Stato e le Regioni TREVISO- Parte da un piccolo benzinaio veneto la sfida alle grandi compagnie petrolifere, già nel mirino per i forti rincari dei carburanti degli ultimi giorni. Certo non si tratta di un gestore qualunque. Moreno Parin è infatti l’ agguerrito leader dei benzinai trevigiani della Gisc-Confcommercio, già promotore di proteste e serrate delle stazioni di servizio. Ora Parin ha deciso di portare in tribunale la compagnia che riforniva il proprio distributore, con la richiesta di decine di migliaia di euro di risarcimento danni. Un conto calcolato sulla base dei mancati incassi degli ultimi anni. I giudici saranno però chiamati, innanzitutto, a fissare un principio: quello per cui anche i gestori degli impianti di bandiera hanno il diritto di abbassare i prezzi. Per rispondere alla concorrenza delle pompe bianche, a tutto vantaggio degli automobilisti della regione. Dalla pompa altribunale Moreno Parin, agguerrito leader dei benzinai della Gisc-Confcommercio ha già portato in tribunale l’ Agip contro «l’ esclusiva di acquisto» «Non mi faccio intimorire dai colossi, perché già nel 2001 ho portato in tribunale l’ Agip», racconta Moreno Parin, fino a poche settimane fa titolare di una stazione di servizio a Signoressa (Treviso). «Allora ci opponevamo al vincolo di esclusiva nell’ acquisto dei carburanti e la lezione – ricorda Parin – l’ hanno presa loro, seppure con una risoluzione amichevole». Oggi il 59enne, affiancato dal legale del Gisc Paolo Corredato, è preoccupato per i gestori che hanno un impianto in comodato d’ uso dalle compagnie e rischiano la rovina se vicino a loro sorge una pompa bianca. Non possono, infatti, decidere autonomamente il prezzo di vendita di benzina e gasolio. Per questo Parin punta ad nuovo giudizio che faccia scuola, per rendere cioè illegittimi quei contratti che precludono ai benzinai la libertà di ritoccare, verso l’ alto o verso il basso, le tariffe suggerite. Da almeno cinque anni il presidente del Gisc di Treviso raccoglie tutti i documenti per avviare la causa. «Siamo convinti che i contratti che sono stati imposti negli anni scorsi siano illeciti e violino il buon senso, la normativa europea in materia di concorrenza ed anche la Costituzione italiana, laddove pone dei limiti – ricorda Parin – all’ attività economica, quando viola la dignita umana». La differenza di prezzo tra i prezzi praticati dalle stazioni di servizio delle grandi compagnie e le pompe bianche, sia che si tratti di aziende indipendenti che dei distributori in prossimità dei cent r i commerciali, rimane notevole. Si possono risparmiare infatti, nella regione, anche 10 centesimi al litro, in media dai cinque agli otto euro per un pieno. Le pompe più economiche della regione (e d’ Italia) si confermano le due «Iper Station» di Castelfranco Veneto (Treviso) e di San Martino Buon Albergo (Verona). Che non sono comunque rimaste immuni al caro-carburante degli ultimi giorni. «Nell’ ultimo mese abbiamo visto rincari superiori al 5%, per noi del tutto ingiustificabili: purtroppo anche i nostri prezzi – afferma il direttore dell’ Iper di Castelfranco Roberto Simili – sono ora i più alti da quando abbiamo aperto, un anno e mezzo fa». Un’ impennata, giunta in vista del ponte dell’ Immacolata e delle vacanze natalizie, per la quale le associazioni di consumatori sono sul piede di guerra. «Questi aumenti non hanno alcuna spiegazione, visto che il prezzo del petrolio al barile rimane attorno agli 80 dollari», afferma il presidente onorario del Codacons regionale Franco Conte. «Di questo passo possiamo prevedere gli aumenti dei carburanti sulla base del calendario delle festività: perché si cambi registro è necessario che consumatori diventino parte attiva per aumentare la concorrenza, evitando – consiglia Conte – i distributori che applicano i prezzi più alti». Per il presidente della veneziana Adico, Carlo Garofolini, si tratta di una «odiosa speculazione« alla quale partecipano anche le istituzioni, attraverso l’ Iva e le accise sui carburanti. «Stato e Regione mettono le mani nel serbatoio dei cittadini», denuncia Garofolini, per il quale in Veneto la situazione è limitata dalle le pompe bianche. «Si stanno diffondendo reti di distributori di società locali che in qualche modo contengono gli aumenti».

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