Costo della vita in leggero aumento nell’Eurozona
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fonte:
- Milanofinanza.it
Il tasso
annuale di inflazione a luglio nell’Eurozona è stato pari allo 0,2%
rispetto allo 0,1% di giugno, battendo il consenso fermo a 0,1%. Coeure:
le misure della Bce hanno aiutato l’inflazione a rimettersi sulla
strada del 2%. In Italia si attenua la deflazione ma per il Codacons è
solo un’illusione ottica
di Barbara Pianese Costo della vita in leggero aumento nell’Eurozona. Secondo la prima stima dell’Eurostat, il tasso annuale di inflazione a luglio è stato pari allo 0,2%, rispetto allo 0,1% di giugno, battendo le attese del consenso che si aspettava solo uno 0,1%. L’aumento è dipeso principalmente dal rincaro dei prezzi di alimentazione, bevande e tabacchi, a +1,4%, e dei servizi a +1,2%, mentre l’energia ha registrato una nuova flessione del 6,6%.
L’istituto di statistica europeo ha aggiunto che l’inflazione core, che non tiene conto dei beni che presentano una forte volatilità, sempre questo mese, è salita dello 0,9% su base annua, anche in questo caso leggermente sopra le attese ferme allo 0,8%. Il dato sull’inflazione è migliore delle attese per Vincenzo Bova, strategist di Mps Capital Services. “Comunque”, ha aggiunto l’analista, “lo stesso presidente della Bce, Mario Draghi, ha avvertito che l’inflazione non si riprenderà prima di fine anno”.
E stamani Benoît Cœuré, membro esecutivo della Bce, ha sottolineato come le misure di allentamento monetario, compreso l’uso dei tassi negativi, abbiano aiutato l’inflazione a rimettersi sulla strada del 2%. Il banchiere, comunque, non ha escluso che i tassi potrebbero scendere ancora in territorio negativo sebbene questo non colpirà necessariamente consumatori o banche. “Le misure della Bce si stanno dimostrando efficaci nel sostenere l’inflazione nel medio termine, riducendo il livello generale dei rischi nell’economia”, ha assicurato.
L’economista, però, ha avvertito che la Bce dovrà essere in allerta su un possibile “livello minimo dell’economia”, cioè quando “gli effetti nocivi dei bassi tassi sul comparto bancario supereranno quelli positivi”. Questo farebbe sì che ulteriori tagli dei tassi avrebbero un effetto contrario a quello che si prefigge una politica monetaria espansiva. La Bce, comunque “è sempre stata consapevole di questi rischi”, ha concluso Cœuré.
Anche in Italia si è attenuata la deflazione a luglio. I prezzi al consumo, infatti, hanno registrato un aumento dello 0,2% su base mensile e una diminuzione dello 0,1% su base annua (era -0,4% a giugno). L’Istat ha sottolineato che il ridimensionamento della flessione su base annua dell’indice generale è dovuto da una parte all’accelerazione della crescita dei prezzi degli alimentari non lavorati (+1,5%, da +0,7% di giugno), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8% da +0,4%) e dei servizi relativi ai trasporti (+0,7%, da +0,2%), dall’altra ai prezzi degli energetici regolamentati, il cui calo si è ridotto (-5,9% da -6,8%).
Il persistere del calo dei prezzi dei beni energetici (-7,0% rispetto a luglio 2015), sebbene meno ampio di quello registrato a giugno (-7,5%), ha continuato a spiegare la diminuzione dei prezzi al consumo, seppur contenuta, registrata su base annua questo mese. Al netto di questi beni, l’inflazione ha accelerato rispetto a giugno ed è risultata pari a +0,6% (era +0,4%). L’inflazione acquisita per il 2016 è quindi pari a -0,1% (era -0,2% a giugno).
Giù anche il carrello della spesa. A luglio i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza sono diminuiti dello 0,4% rispetto al mese precedente. Il dato annuale è passato dal -0,2% di giugno al -0,1% di questo mese grazie all’accelerazione della crescita dei prezzi degli alimentari non lavorati dal 0,7% al 1,5%, dei servizi ricreativi e di cura della persona dal 0,4% allo 0,8% e dei trasporti dallo 0,2% allo 0,7%. Invece i prezzi degli energetici regolamentati sono passati dal -6,8% al -5,9%.
“Il dato sui prezzi di luglio potrebbe preludere all’attesa uscita dalla deflazione già nel prossimo mese di agosto”, ha previsto lUfficio Studi di Confcommercio. Infatti, seppure gran parte degli incrementi rilevati nell’ultimo mese abbiano natura stagionale, il confronto su base annua segnala, in molti casi, un aumento rispetto a giugno. Si aggiunga che l’inflazione di fondo, al netto di energia ed alimentari freschi, mostra una contenuta accelerazione da 0,5 a 0,6 confermando l’idea che le spinte alla riduzione dei prezzi sono e restano circoscritte alle materie prime, soprattutto energetiche”. In ogni caso, nonostante una presumibile accelerazione dei prezzi nel prossimo autunno, per tornare su valori d’inflazione attorno all’1% “bisognerà attendere i primi mesi del 2017”, ha precisato Confcommercio.
Ma per il Codacons i dati sull’inflazione italiana sono “un’illusione ottica”. La deflazione che attanaglia il Paese appare in rallentamento “solo perché sono aumentati i prezzi e le tariffe nel settore dei trasporti e in quello delle vacanze”, ha spiegato il presidente, Carlo Rienzi. Per l’associazione dei consumatori, quindi, si tratta di un fenomeno che si ripresenta puntuale ogni anno quando il comparto turistico adatta i listini all’alta stagione. “Nella realtà”, ha proseguito il presidente Codacons, “i consumi generali delle famiglie ancora al palo. Se gli italiani non comprano, i prezzi non aumentano, e fino a che non si spezzerà questa spirale perversa non sarà possibile attendersi sensibili miglioramenti per la nostra economia”.
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