«Costi troppo alti, impossibile fermare i prezzi»
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fonte:
- Corriere della Sera
Bar e ristoranti accusano l?euro e gli affitti. Formigoni: i consumatori avranno più informazioni
Baristi e ristoratori in ordine sparso: a Milano la categoria ha deciso di non assumere impegni ufficiali contro il caroprezzi. Una presa di posizione che cade proprio nel giorno in cui in Regione è stata firmata l?intesa per tentare di raffreddare la dinamica degli aumenti. Panificatori, ambulanti, negozi di abbigliamento e calzature avevano accolto nelle scorse settimane l?invito del Comune a mantenere i prezzi invariati fino alla fine dell?anno. Ma i pubblici esercizi – da ieri è ufficiale – non si aggiungeranno alla lista. Il perché, lo spiega il presidente Epam, Lino Stoppani: «Promettere un congelamento dei prezzi è impossibile. Sarebbe ingestibile dal punto di vista operativo. Come presidente della categoria posso impegnarmi in un?attività di sensibilizzazione. Ma la decisione finale starà alla sensibilità di ciascun esercizio».
Stoppani lamenta un calo del giro d?affari superiore al 10 per cento. «Le fiere non portano i clienti di una volta. Evidentemente, le aziende hanno stretto i cordoni della borsa quando si tratta di mandare i dipendenti in trasferta». Inoltre, il caroeuro avrebbe colpito duro: «Le materie prime, dal pesce al riso, sono aumentate notevolmente, per tacere degli affitti». E poi, «va detto che per noi il passaggio all?euro è stato un onere: abbiamo dovuto sostituire la cassa, i sistemi operativi, persino le bilance». Risultato: «Ci limiteremo ad azioni promozionali come la settimana della ristorazione dedicata ai giovani». E la proposta di togliere il coperto? «Demagogia. Il risparmio del coperto si può compensare con aumenti su altre voci». Ma l?assessore comunale al Commercio, Roberto Predolin, continua a tessere la sua tela: «Al momento – spiega – stiamo discutendo con la grande distribuzione». E la posizione dei ristoratori? «Non mi preoccupa: molti bar e ristoranti stanno aderendo singolarmente alla proposta di eliminare il coperto».
Intanto, al Pirellone, è arrivata la firma dell?accordo che tenta di mettere un guinzaglio ai prezzi. Regione, Unioncamere, associazioni del commercio e dei consumatori, Province e Comuni hanno messo nero su bianco una serie di misure per frenare la tendenza al rincaro. Anche qui, non tutti sono d?accordo: secondo il Codacons – che non ha firmato l?intesa – si tratta di impegni «tardivi e poco concreti». Il provvedimento più significativo è un sofisticato sistema di misurazione dei prezzi in grado di indicare sulla filiera di un determinato prodotto (o servizio) il punto in cui i ricarichi si impennano: si vuole in sostanza capire, bene per bene, se gli aumenti si debbano al produttore piuttosto che al grossista o al dettagliante. Il tutto, tenendo come riferimento il tasso di inflazione programmata. L?obiettivo, spiega il presidente Roberto Formigoni, è quello di arrivare a «tabelle dei prezzi ottimali, in grado di fornire ai consumatori degli utili riferimenti di prezzo». Sanzioni non ne sono previste se non, spiega ancora il governatore, «quelle morali». Ma i commercianti, messi sotto osservazione, che ne dicono? Il loro presidente Carlo Sangalli non ha dubbi: «L`iniziativa consentirà di far comprendere quali e quanti siano gli elementi e i costi che determinano la formazione di un prezzo».
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