8 Settembre 2012

«Costi troppo alti e clienti poco abituati»

«Costi troppo alti e clienti poco abituati»

di FEDERICO MALAVASI DAL primo luglio 2013 (ma nell’ aria c’ è già la possibilità di un anno di slittamento) potrebbe scattare l’ obbligo per i negozianti di accettare pagamenti con bancomat, moneta elettronica o prepagate per gli importi superiori ai 50 euro. Una carta che il governo dei professori si sta giocando per rilanciare la crescita del paese, sempre più nella morsa della crisi. Misura bocciata senza mezzi termini dal Codacons («L’ ennesimo inutile regalo alle banche che finirebbe per arricchire gli istituti di credito a danno degli utenti), ma che non ha trovato tutti i commercianti dalla stessa parte della barricata. C’ è ovviamente chi la vede come fumo negli occhi («Soglia esageratamente bassa, troppe commissioni e ulteriori complicazioni per i clienti, che magari nono sono molto avvezzi a ?strisciare’ carte»); ma c’ è anche chi la accoglie come una misura, tutto sommato positiva («A livello fiscale avrà ricadute molto buone»). Richiesta comune è però che le banche «taglino un po’ le spese di commissione». C’ è poi chi si piazza in mezzo, facendo spallucce e dichiarando semplicemente che per la sua attività questa (presunta) rivoluzione non cambierà proprio nulla. «Già quando il limite era stato fissato a 999 euro sembrava un grosso problema, ma poi pian piano la gente si abitua ? commenta Manuele Disco, di Data Trade, negozio di informatica di piazza Mazzini ?. Certo, si sa che i bancomat hanno delle spese, ma nel nostro settore non credo che ci saranno particolari problemi». MA LA PRINCIPALE nota dolente, per i commercianti che non vedono di buon occhio questa novità è la questione delle spese di commissione. Che diventano gravose soprattutto se si tratta di importi molto bassi. «Noi non vendiamo merce molto costosa. Ma sulle transazioni si paga molto ? osserva Vittoria Crucerisco, del negozio di abbigliamento Elisabetta Franchi, a due passi dal duomo ?. Non possiamo lavorare per le banche». Dubbioso sulla bozza di legge anche Gianni Pietri, di Pietri Sport. «Molta gente usa ancora il contante ? spiega ? e non sarà facile abituarsi a questa novità. Credo che in un momento come questo le cose vadano semplificate e non il contrario». Anche per Pietri il capitolo costi di commissione rischia di avere un peso non trascurabile. «Si tratta di percentuali che incidono abbastanza sulle vendite ? precisa ?. Credo poi che 50 euro sia un limite un po’ troppo basso». MA c’ è anche chi non vede questo provvedimento come uno sconvolgimento nella propria attività quotidiana. «Dal punto di vista fiscale potrebbe avere molti aspetti positivi. Basti pensare alla tracciabilità dei pagamenti ? è il parere di Roberto Menabue di Dischinpiazza ?. Un altro vantaggio è quello di contenere la circolazione di contante, limitando così anche il rischio rapine. Dal canto loro però le banche potrebbero abbassare i costi di commissione, visto che una legge del genere farebbe aumentare di molto le transazioni». Per alcuni addirittura non cambierà proprio nulla. Come nel caso di Fabio Galvani, del negozio di ottica di via Emilia centro. «Qui da noi ormai pagano quasi tutti col bancomat e non risentiamo eccessivamente dei costi di commissione. Per noi credo che non cambierebbe proprio nulla».

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