1 Agosto 2006

Costi imprevisti e proteste: per ottenere i rimborsi meglio scrivere al gestore




Per l`addebito sulla bolletta telefonica di servizi e offerte mai richiesti, il Codacons di Rovigo fa collezione di segnalazioni. «Una vergogna», commenta la responsabile di zona dell`associazione Chiara Crivellari, che racconta di ricevere in media, ogni settimana, «almeno tre utenti che protestano perché si ritrovano nella bolletta dei costi imprevisti».
I casi, spiega Crivellari, non riguardano solo l`ex monopolista di Stato, la Telecom, ma la maggior parte delle compagnie telefoniche: cambiano i nomi e i tipi di servizi, ma la storia resta sempre la stessa. I consumatori si ritrovano in conto (senza sapere come) opzioni e servizi quali oroscopo, segreterie e altri assolutamente non richiesti, e che soprattutto sono a pagamento: così, per non cadere in mora, prima li pagano e poi spendono tempo e telefonate per disabilitarli. Con risultati spesso incerti. Il Codacons, allora, suggerisce di agire così a chi si trova in difficoltà perché magari, ogni volta che chiama il servizio clienti del gestore telefonico e si presenta dicendo “Buon giorno, mi chiamo e chiamo perchè mi sono stati addebitati dei costi che…“, gli cade la linea. E ad ogni telefonata successiva succede lo stesso.

Per disabilitare le opzioni e le offerte che il gestore telefonico attiva senza richiesta, e ottenere il rimborso, occorre inviarne comunicazione scritta (per lettera o fax) al servizio clienti del gestore (l`indirizzo è a fondo pagina della bolletta). Ed «è meglio specificare che la stessa lettera è stata mandata per conoscenza anche all`Autorità per le comunicazioni», precisa Crivellari invitando «a fare la voce grossa» davanti agli abusi.

Se nella bolletta successiva i servizi da disabilitare saranno ancora in conto, e quindi i costi non dovuti non saranno stati stornati, allora l`utente può rivolgersi al Corecom del Veneto. L`authority delle comunicazioni, infatti, ha istituito i Comitati regionali per le comunicazioni proprio per risolvere le controversie tra utenti e operatori, in sede conciliativa. Il Corecom può adottare provvedimenti temporanei diretti (fino al termine della procedura conciliativa) sia a garantire la continuità del servizio telefonico (nel caso in cui l`utente abbia scelto di non pagare i costi non dovuti), sia a far cessare forme di abuso o disservizio da parte dell`operatore. «Tuttavia – ammette la responsabile del Codacons – solo un caso di conciliazione su cento si conclude positivamente». Il termine per la conclusione della procedura conciliativa è di 30 giorni e decorre dalla data di proposizione dell`istanza; decorso il termine, anche se la procedura di conciliazione non è conclusa, le parti possono proporre ricorso giurisdizionale. Che è l`ultima carta da giocare, insieme a una contestuale denuncia alla polizia postale, per farsi risarcire i costi dei servizi non richiesti.



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