25 Maggio 2020

Costi dell’ epidemia, sugli scontrini di alcuni negozi spunta la “Covid Tax”

un sovrapprezzo che va dai 2 ai 4 euro. una nuova voce è comparsa su alcuni scontrini, come contributo per la sanificazione e la messa in sicurezza dei locali
Immancabile, con i costi dell’ epidemia arriva sugli scontrini di alcuni negozi quella che è stata ribattezzata “Covid Tax”, ovvero un contributo per la sanificazione e la messa in sicurezza degli ambienti. Un balzello inserito nel conto finale da alcuni esercenti; in media va dai 2 ai 4 euro.Il Codacons sta ricevendo da giorni le segnalazioni dei consumatori: “Il sovrapprezzo è applicato in particolare da parrucchieri e centri estetici – spiega il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi -. Un balzello inserito in scontrino con la voce ‘Covid’ e che sarebbe imposto come contributo obbligatorio per sostenere le spese degli esercenti per sanificazione e messa in sicurezza dei locali”.”Abbiamo anche registrato – continua Rienzi – casi di centri estetici che obbligano i clienti ad acquistare in loco un kit monouso costituito da kimono e ciabattine, alla modica cifra di 10 euro. Chi non versa tale ‘tassa’ e non acquista il kit, non può sottoporsi ai trattamenti, sempre per le esigenze legate al Covid”.Per il Codacons si tratterebbe di “un vero e proprio far west illegale che potrebbe configurare il reato di truffa”: una denuncia è già stata presentata alle Fiamme Gialle e all’ Antitrust, con tutte le segnalazioni ricevute, affinché venga avviata un’ indagine.Marco Accornero, segretario generale dell’ Unione Artigiani, non vuole però sentire parlare di “speculazione sulla pelle dei clienti”. Al Corriere della Sera spiega: “Si tratta di un dato oggettivo: le mascherine costano, le sanificazioni pure, i dispositivi di sicurezza anche”.

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