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3 Settembre 2012

Costi auto alle stelle: spesa raddoppiata in 20 anni

Costi auto alle stelle: spesa raddoppiata in 20 anni

Automobilisti italiani tar(tassati): in 20 anni le spese per il mantenimento dell’automobile sono più che raddoppiate, con i carburanti protagonisti assoluti, rappresentando la metà dei costi complessivi. Lo certifica è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nel Conto nazionale 2010-11 ricostruisce le spese di esercizio delle macchine private tra il 1990 e il 2010.

SENZA TREGUA – Tra carburanti, RCA obbligatoria, pedaggi, manutenzione e altro, la spesa degli automobilisti è arrivata nel 2010 a 103,714 miliardi di euro, dai 47,283 miliardi del 1990, segnando un aumento del 119,3%. L’ammontare complessivo delle spese per autovetture ad uso privato è stato di circa 147,205 miliardi. Non vanno infatti considerati solo i costi di esercizio, ma pure i 34,576 miliardi spesi per l’acquisto di vetture nuove di fabbrica e gli 8,915 miliardi per la manutenzione straordinaria. Stando al Conto nazionale (redatto dall’Ufficio di statistica dell’amministrazione in collaborazione con il Ministero, altre amministrazioni pubbliche, Istat e numerosi enti, aziende e istituti di ricerca di settore), benzina e diesel pesano per il 44% della spesa al netto degli interessi sul capitale investito, quantificata in 93,934 miliardi. In 20 anni il costo dei carburanti è salito del 170%: nel 1990, eravamo a 15,246 miliardi, per un terzo della spesa complessiva. A incidere sono sia il costo industriale sia il peso delle accise. Senza contare manutenzione e riparazione ordinaria (+128%) e RC Auto (+202,5%, alla faccia della liberalizzazione del 1994 che avrebbe dovuto portare a ribassi tariffari). I pedaggi autostradali hanno segnato un +198%, mentre i lubrificanti (incredibile) sono l’unica voce ad aver registrato un calo. Il Sole 24 Ore evidenzia poi che si dovrebbero aggiungere i costi per la sosta a pagamento nei parcheggi in aree comunali e quelle per le violazioni al Codice della strada: un fronte delicato, e di difficile quantificazione. A seguito di un’indagine specifica effettuata nel 1996 nei capoluoghi di Provincia, tali importi ammontavano, per le sole ammende per violazioni al Codice della strada comminate dalla Polizia municipale, a 569,5 miliardi di lire. Tale importo pur non essendo ripartibile per tipo di veicolo si può ricondurre, almeno in gran parte, al settore delle autovetture che rappresenta la maggioranza del parco circolante.

REAZIONE CODACONS – Un’auto costa ormai 4.010 euro all’anno: lo calcola il Codacons, che chiede ai politici di “cercare anche soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo”. Adusbef e Federconsumatori suggeriscono di fare come si sta pensando di fare in Francia: tagliare il prezzo della benzina di 6 cent permetterebbe un risparmio annuo di 131 euro. Ma per ora, da noi, si parla solo di una possibile (e per la verità un po’ fumosa) sterilizzazione dell’Iva. Sempre che questa non arrivi al 23% nel caso in cui le casse dello Stato siano davvero esauste: sarebbe il colpo mortale per l’auto.

MANCA UN BIENNIO DI FUOCO – Ma a SicuAUTO.it preme sottolineare che nel documento del ministero mancano il 2011 e il 2012. Se fosse calcolato anche questo biennio di fuoco, le spese risulterebbero ancora più alte. Basti un dato: a fine 2010 il prezzo medio della benzina era di 1,411 euro; oggi 100 gestori la vendono a 2 e rotti euro, con un aumento del 40% in Italia. Il carburante è il fattore che incide di più sul mantenimento di un’auto, ergo dopo il 2010 è possibile che la parabola verso l’alto si sia impennata di più.

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