27 Febbraio 2014

COSTA CONCORDIA: PROTESTA DEL CODACONS AL GIGLIO

COSTA CONCORDIA:  PROTESTA DEL CODACONS AL GIGLIO

LA DIFESA DEI NAUFRAGHI ABBANDONA IL PROCESSO E NON SALE SUL RELITTO

Per protesta nei confronti dell’andamento del processo e dell’efficacia delle operazioni peritali il legale del Codacons non salirà oggi a bordo della Concordia per il sopralluogo riguardante il generatore di emergenza e agli ascensori.
“Un processo – dichiara il Presidente del Codacons Carlo Rienzi – che dopo la violazione dei sigilli non ha più senso: una delle parti responsabili ha fatto e disfatto sul materiale probatorio come a casa propria. La giustizia ha fallito e accettare di fare una perizia su cose già “periziate” privatamente da uno dei responsabili pure condannato con pena patteggiata, significherebbe rendersi corresponsabili di giustizia negata. Basti ricordare che secondo alcune ipotesi tecniche se il generatore di emergenza (periziato privatamente da Costa) avesse funzionato, ben 4 naufraghi non avrebbero forse fatto la fine dei topi nell’ascensore!”
Semplicemente inaccettabile poi l’uscita del Procuratore Verusio, che il giorno prima di effettuare gli accertamenti tecnici sul generatore di emergenza ha dichiarato che “sicuramente nessuno è morto a causa del mancato funzionamento di esso”. Affermazione che altro non rappresenta se non un maldestro tentativo di difendere il deficitario operato della Procura, che ha appunto rigettato le richieste di apposizione di sigilli venute dal Codacons ed oggi ne paga le conseguenze.

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