12 Settembre 2012

COSTA CONCORDIA: PEGGIO DEL NAUFRAGIO NON CI POTEVA ESSERE CHE UNA PERIZIA CHE HA VISTO SOLO SCHETTINO COME RESPONSABILE

COSTA CONCORDIA: PEGGIO DEL NAUFRAGIO NON CI POTEVA ESSERE CHE UNA PERIZIA CHE HA VISTO SOLO SCHETTINO COME RESPONSABILE

CHI
VUOLE SALVARE UN ARMATORE CHE FA PARTIRE UNA NAVE CON APPARATI
DIFETTOSI, CON INCHINI DI PRASSI E PORTE STAGNE APERTE E CHIUSE A
SECONDA DEI GUSTI DEL COMANDANTE?

IL CODACONS CHIEDERA’ LA SOSTITUZIONE DEI PERITI DEL GIP E UNA NUOVA PERIZIA

Il Codacons contesta la perizia consegnata ieri dagli esperti al gip di Grosseto Valeria Montesarchio e relativa al naufragio della Costa Concordia. Nello specifico:

1-    La relazione peritale appare in diversi punti carente ed in altri eccessivamente benevola nei riguardi della Costa Crociere tendendo a minimizzare le sue responsabilità. Nulla ad esempio viene fatto per fare luce sui presunti malfunzionamenti del RADAR di bordo di cui si ha traccia nelle mail intercorse tra la nave, la Società e l’azienda incaricata della manutenzione, nonostante le precise richieste rivolte dai consulenti Codacons al PM e ai CTU;
2-    Forte perplessità suscita, poi, il fatto che nulla sia stato fatto in risposta all’istanza più volte presentata, non solo VCCTT del Codacons, ma anche da altri, tesa ad avere  una descrizione del traffico telematico in ingresso e in uscita sia dalla nave (nei giorni immediatamente precedenti il disastro e nelle ore immediatamente successive), sia dall’Unità di crisi. Questo appare ancor più grave dal momento che uno specifico quesito era stato posto dal GIP (il N.47)  circa le comunicazioni della nave e dell’Unità di crisi: nell’era di Internet, con una  nave dotata di una complessa rete telematica di bordo connessa al resto del mondo via satellite, limitarsi a registrare il traffico dei cellulari di Schettino e Ferrarini e di qualche altro membro dell’equipaggio suscita grande perplessità sulla reale intenzione di fare completamente luce su questo inquietante aspetto della vicenda;
3-    La strumentazione di bordo era perfettamente funzionante e conforme alle norme, dice la perizia: che dire allora delle discrepanze dagli stessi periti riscontrate tra la profondità letta dall’ecoscandaglio e quella riscontrabile dalle carte nautiche?  E cosa della mancata omologazione, risultante dal certificato di sicurezza della nave, del sistema di cartografia utilizzato? Vero è che il sistema di cartografia elettronica ECDIS non è ancora obbligatorio a bordo della navi passeggeri, ma vero è anche che, in tal caso, si deve navigare con le carte tradizionali adeguate e quelle a bordo della Concordia non lo erano a causa della scala inadatta.
4-    porte stagne: stranamente nella relazione e nella tabella degli eventi si leggono solo indicazioni del tipo “porta chiusa” senza che sia stato in precedenza evidenziato l’evento “porta aperta” . E’ vero che le porte stagne risultano essere state chiuse un paio di minuti dopo l’impatto, ma è anche vero che alle 22.01 circa vengono registrati dal VDR dei “FAULT” (malfunzionamenti) di diverse porte e che risulta in atti la testimonianza di Iaccarino che attesta il verificarsi delle aperture non comandate di tali porte e l’impossibilità di chiuderle mediante i comandi impartiti dal sistema MARTEC. Nulla di tutto questo trapela dalla relazione finale e dalle risposte ai quesiti che poi è l’unica cosa che, probabilmente, i magistrati saranno in grado di leggere data la mole infinita di dati e la complessità degli stessi.
5-    Ma la cosa più grave è la maniera in cui viene liquidata la questione del generatore di emergenza!! A fronte di una istanza del tecnici Codacons articolata su ben 11 pagine fitte di richieste specifiche di verifiche di conformità alle norme SOLAS, i CCTTUU se ne escono con l’affermazione che il generatore di emergenza è conforme alle norme medesime basata solo sul fatto che esso è correttamente allocato sul ponte continuo più alto della nave!!! Nessuna verifica è stata fatta a questo proposito né sulla nave Concordia, né, come avrebbe potuto essere fatto molto più agevolmente e semplicemente, sulla gemella Serena. Non ha importanza, dicono i CCTTUU, se il generatore di emergenza non ha funzionato, tanto la nave sarebbe affondata lo stesso. Dimenticano di mettere nel conto il fatto che il malfunzionamento del generatore di emergenza ha probabilmente causato la totale perdita di controllo della nave, il malfunzionamento del computer NAPA essenziale supporto decisionale per il comandante, il malfunzionamento del computer MARTEC che ha perso il controllo non sole delle porte stagne ma, probabilmente, anche delle porte degli ascensori. Dentro la tromba dell’ascensore sono state trovate morte ben quattro persone: come ci sono finite dentro? Forse mentre fuggivano terrorizzate durante uno dei numerosi blackout causati dalle defaillance del generatore di emergenza e di cui quasi nulla si dice nella perizia.

Con questa perizia – spiega l’associazione – si vuole attribuire tutta la responsabilità dell’incidente al comandante Francesco Schettino, sollevando la Costa Crociere da ogni colpa, nonostante la società abbia permesso la partenza di una nave con strumentazione difettosa, tollerato inchini dinanzi le coste che oramai erano una vera e propria prassi, e consentito al comandante l’apertura e la chiusura delle porte stagne a suo piacimento. Il Codacons dunque chiederà la sostituzione dei periti nominati dal Gip ed una nuova perizia che possa individuare a 360° le ragioni del naufragio e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.
Intanto a breve a Miami si aprirà la fase di confronto tra Costa Crociere, Carnival e gli oltre 80 passeggeri che tramite il Codacons hanno citato le due società per danni.

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