13 novembre 2018

Costa Concordia: nuova perizia sul generatore d’emergenza

 

Nuovo colpo di scena sul caso del naufragio della Costa Concordia: il Tribunale di Genova ha ordinato infatti una consulenza tecnica sul mancato funzionamento del generatore di emergenza della nave e sul collaudo della procedura di ripartenza in emergenza a seguito di black out, accogliendo le richieste di un naufrago difeso in giudizio dal Codacons.

Il giudice della prima sezione civile del Tribunale di Genova – nel processo azionato da un naufrago della Concordia per far valere sia le responsabilità di Costa Crociere, sia quelle della società costruttrice Fincantieri nonché del registro navale Rina – ha infatti disposto con ordinanza comunicata pochi giorni fa alle parti una Ctu tecnica per verificare “se vi sia stato un malfunzionamento del diesel generatore di emergenza e se esso abbia dispiegato efficacia causale sulla vicenda dell’attore, se vi siano elementi per ritenere o escludere che tale malfunzionamento fosse un difetto originario della nave e se risulti o meno il controllo di tale fattore da parte del Rina“.

Il Codacons aveva chiesto più volte nel corso del processo penale di Grosseto l’acquisizione di tale verbale di collaudo, ma le richieste dell’associazione non erano mai state ascoltate. Anche i periti dei giudici avevano rilevato che tale documentazione non era stata messa a loro disposizione.

La “procedura di ripartenza in emergenza dopo black out” è quella che gestisce l’entrata in funzione di tutte le utenze agganciate al generatore di emergenza, sia quelle obbligatorie sia quelle facoltative previste dal costruttore e dall’armatore. Il verbale di collaudo serve dunque a certificare la corretta e completa ripartenza e funzionalità di tutti gli impianti essenziali per la sicurezza della nave e dei passeggeri. La verifica del collaudo di tale procedura è di fondamentale importanza poiché, al momento dell’impatto della nave con lo scoglio, tutto il sistema di emergenza è andato immediatamente in tilt.

Il Codacons aveva dovuto affrontare due processi al Tar di Genova nei confronti di Fincantieri e Rina sempre al fine di trovare le risposte in merito alla esistenza o meno del verbale di collaudo della procedura in questione, non avendo ricevuto da parte di tali enti nessun supporto e collaborazione.

Ora grazie al Tribunale di Genova l’accertamento della verità potrà dunque finalmente proseguire e si potrà comprendere un aspetto fondamentale dei fatti e delle responsabilità inerenti il tragico naufragio della Costa Concordia.

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