15 Giugno 2012

COSTA CONCORDIA: I CTU FINISCONO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PER I RIFIUTI CONTINUI ALLE PARTI PRIVATE

COSTA CONCORDIA: I CTU FINISCONO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PER I RIFIUTI CONTINUI ALLE PARTI PRIVATE

I NAUFRAGHI ASSISTITI DAL CODACONS CHIEDERANNO IL TRASFERIMENTO DEL
PROCESSO AD ALTRA SEDE O ABBANDONERANNO PER PROTESTA L’INCHIESTA
ACCETTANDO GLI 11.000 EURO OFFERTI DA COSTA

ECCO L’ELENCO DEI RIFIUTI ASSURDI OPPOSTI DAI CTU AI CONSULENTI DEI NAUFRAGHI

I periti nominati dal Tribunale di Grosseto finiscono alla Procura della Repubblica per i continui rifiuti alle richieste delle parti private. Lo rende noto il Codacons, che ha preparato una nuova istanza alla Procura di Grosseto.
I consulenti di parte del Codacons, infatti, hanno ritenuto che, ai fini di una piena e complessiva verifica delle responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nel disastro del Giglio, risultasse utile ed opportuno per l’attività inve¬sti¬gativa compiere ulteriori accerta¬menti ed acquisizioni documen¬tali. I periti del tribunale hanno tuttavia rifiutato di fornire la documentazione richiesta. Ad oggi questo l’elenco delle richieste rifiutate ai difensori delle parti:

1)    acquisire i log di tutto il traffico telematico in ingresso e in uscita dal dominio di posta elettronica  “Costa.it” dalle ore 18 del 13/01/2012 alle ore 20 del 15/02/2012 (stesso lasso di tempo su cui è stata autorizzata l’acquisizione dei tabulati telefonici dal PM Dott. Verusio);
2)    acquisire tutti i contratti in essere con fornitori di servizi di telefonia satellitare, collegamenti satellitari quali Immarsat, VSAT ecc. relativi alla nave Concordia (e relative modalità di gestione-conservazione del traffico digitale dei Provider) onde individuare tali fornitori e procedere immediatamente alla richiesta di consegna agli stessi fornitori dei relativi tabulati di traffico, ove disponibili;
3)    ispezionare la Sala di Crisi della Costa Crociere e porre sotto custodia le apparecchiature ivi istallate ritenute di interesse per le indagini, al fine di procedere alla copia forense in modalità “live” (onde evitare di bloccarne l’utilizzo) degli HD dei PC ed all’acquisizione dei log dei PC medesimi e delle informazioni contenute in qualsivoglia altro dispositivo presente (compresi quelli di registrazione audio).
4)    acquisire tutta la corrispondenza (lettere, FAX, e-mail) relativa ai contatti con la ditta Fiorucci ed altre ditte (SAM Electronics ed eventuali altre) incaricate della manutenzione della strumentazione a bordo del Concordia (almeno) nei 30 gg. precedenti il naufragio, nonché acquisire i contratti di manutenzione ordinaria e straordinaria sia del VDR che di tutta la strumentazione di plancia, con particolare riferimento ai Radar in banda S e X.
5)    estendere il provvedimento di cui al punto 1) PARTE I (ovvero consegna dei log del traffico telematico in ingresso e in uscita), con riferimento (almeno) ai 30 gg. precedenti il naufragio, ai seguenti indirizzi […]

6)    mettere in sicurezza ove possibile, previa rimozione dal relitto, la strumentazione suddetta, con particolare riferimento ai RADAR, al sistema di cartografia elettronica e ai modem satellitari.

I naufraghi della Costa Concordia assistiti dall’associazione chiederanno dunque il trasferimento del processo ad altra sede e minacciano di abbandonare per protesta l’inchiesta in corso, accettando gli 11mila euro offerti da Costa Crociere, soldi che verranno interamente devoluti ai parenti delle vittime del Giglio.

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