23 Agosto 2012

COSTA CONCORDIA: CLAMOROSO! ANCHE I VERTICI DI COSTA CROCIERE HANNO CONCORSO NEL REATO DI OMICIDIO COLPOSO AGGRAVATO DELLE VITTIME DEL GIGLIO

COSTA CONCORDIA: CLAMOROSO! ANCHE I VERTICI DI COSTA CROCIERE HANNO
CONCORSO NEL REATO DI  OMICIDIO COLPOSO AGGRAVATO DELLE VITTIME DEL
GIGLIO

GRAVISSIME LE RESPONSABILITA’ DI SCHETTINO E DEGLI ALTRI ADDETTI AL COMANDO DELLA NAVE PER QUANTO ACCADUTO QUELLA NOTTE

IL CODACONS SVELA LE RAGIONI PER CUI LA PROCURA DI GROSSETO VUOLE PROCESSARE SCHETTINO E I VERTICI DI COSTA CROCIERE  E FORMULA ISTANZA DI SOSPENSIONE DEL PROCESSO FINCHE’ NON SARA’ DATA AI NAUFRAGHI LA POSSIBILITA’ DI AVERE COPIA DEGLI ATTI AD UN COSTO NON DI  25.000 EURO, CIFRA IMPOSSIBILE DA PAGARE

Roberto Ferrarini, Manfred Ursprunger, Paolo Giacomo Parodi: i vertici al completo della società Costa Crociere devono essere processati, secondo al Procura di Grosseto, per concorso in omicidio colposo aggravato con Schettino e gli altri comandanti e addetti della nave affondata all’isola del Giglio il 13 gennaio scorso.

Secondo i capi di imputazione provvisoria formulati dalla Procura grossetana i tre, nella loro qualità di responsabile del settore marine operations e fleet coordinator, executive vice presidente, e responsabile dell’ unità di crisi hanno violato le disposizioni del codice internazionale di gestione della sicurezza delle navi ISM, ossia l’ABC di chi possiede o conduce una nave.
“Non hanno mantenuto quella notte un sistema di gestione della sicurezza tale da garantire la salvezza dei passeggeri …. anche in situazioni di emergenza …. e non hanno collaborato con le autorità marittima competenti … facendo sì che i soccorritori intervenissero in ritardo”.

Altrettanto pesanti le accuse al personale di comando, Schettino in testa, nel ponderoso capo di imputazione che si può leggere integralmente al link  www.codacons.it/costa_procura_grosseto.pdf (file formato .pdf – dim.284Kb – qualora il link non si apra copiare ed incollare nella barra del browser)
messo a disposizione dal CODACONS per la trasparenza che si richiede in un caso che ha coinvolto tutto il mondo e 4000 naufraghi.

Le accuse formulate ora alla Costa Crociere peseranno sicuramente anche sul giudizio dei giudici di Miami nella causa per danni proposta dal CODACONS con lo studio BERN E PRONER a nome di oltre 80 naufraghi di tutte le nazionalità.

Ma in Italia proseguono le difficoltà per la difesa dei naufraghi che non possono estrarre le copie degli atti del processo contenute nei dvd per i quali la cancelleria chiede ben 25.000 euro di diritti da pagare. I legali del CODACONS hanno quindi chiesto la sospensione del processo e la trasmissione alla Corte Costituzionale della legge che imporrebbe – sia pure con una interpretazione errata – tale balzello insostenibile che crea una disparità tra ufficio del PM, che non paga nulla, e privati naufraghi, che non sono in grado di pagare una somma così elevata.

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