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27 Ottobre 2012

Costa Concordia, chiesti 30mila euro a naufrago per atti processo, Tar del Lazio sconfessa i giudici di Grosseto e accoglie ricorso del Codacons

Costa Concordia, chiesti 30mila euro a naufrago per atti processo, Tar
del Lazio sconfessa i giudici di Grosseto e accoglie ricorso del
Codacons

 

(Sesto Potere) – Grosseto – 27 ottobre 2012 – Sul caso del costo eccessivo a carico dei naufraghi per avere copia degli atti del procedimento sulla Costa Concordia, il Tar del Lazio da ragione al Codacons e sconfessa le tesi del Tribunale di Grosseto. I giudici della I sezione del Tar (Pres. Calogero Piscitello, Rel. Roberto Politi) hanno infatti accolto il ricorso presentato dal Codacons contro Il Tribunale di Grosseto, la Corte d’ Appello di Firenze, Corte dei Conti della Toscana e Ministero della Giustizia, con cui si chiedeva di annullare l’ applicazione dei diritti di copia per ottenere su supporto informatico gli atti relativi al procedimento in corso a Grosseto sul naufragio della Costa Concordia. Come si ricorderà l’ associazione aveva denunciato l’ insostenibilità di tali costi a carico dei naufraghi, che finiva per impedire alle parti di far valere il proprio diritto di difesa, arrivando le copie degli atti a costare circa 30mila euro a naufrago. Il Tar del Lazio ha riconosciuto le tesi del Codacons scrivendo nell’ ordinanza emessa giovedì, 25 ottobre: ” che l’ insostenibilita’ dei costi preordinati al pagamento dei diritti di copia per ottenere i supporti informatici e’ suscettibile di reagire negativamente sulla pienezza della disponibilita’ del materiale probatorio e quindi sulla piena espansione del diritto di difesa in giudizio”. “un equilibrato punto di contemperamento dei contrapposti interessi possa essere individuato – nella necessaria preminenza che va annessa alle posizioni giuridiche che trovano diretta ed incomprimibile affermazione nelle disposizioni costituzionali – nel temporaneo differimento dell’ esazione dei diritti di copia di che trattasi, si’ da consentire la disponibilita’ del materiale probatorio contenuto nei supporti informatici senza, tuttavia, un definitivo sacrificio delle pretese patrimoniali dello stato: la cui espansione potrà eventualmente trovare attuazione – anche alla luce del completamento dell’ iter parlamentare di esame del testo regolarmente preordinato ad una ridefinizione della materia – soltanto in esito alla definizione del merito del presente giudizio”. “Finalmente comincia a sfaldarsi il muro che i giudici del Tribunale di Grosseto hanno issato contro la difesa dei naufraghi, alcuni dei quali pensionati o cittadini non in grado di sostenere spese così eccessive – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Ma soprattutto il Tar ha sconfessato quanto sostenuto dal Presidente del Tribunale di Grosseto, Dott. Michele Addimandi, il quale, rispondendo alle proteste del Codacons sugli insostenibili costi delle copie, aveva sottolineato come fossero pochi i naufraghi che avrebbero chiesto copia degli atti”. Scriveva infatti testualmente il Presidente dott. Addimandi: “per mera completezza ritengo non inopportuno constatare ed evidenziare: – Che, grazie ai diversi atteggiamenti assunti, da notizie di stampa emerge che il 64% dei passeggeri che erano a bordo della nave hanno trovato un accordo con la Costa Crociere sugli indennizzi; – Che soltanto il 6% ha in corso contenziosi con la Compagnia; – Che il numero complessivo dei difensori, alla predetta data, è in totale di 115; – Che la quasi totalità di loro difende almeno 2 persone; – Che 9 difendono più di cinque persone, pervenendo nel loro complesso ad un totale di 110 persone difese; – Che non può certo ritenersi ragionevole che ogni difensore chieda le copie per ogni persona assistita”.

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