13 Febbraio 2015

Costa Concordia, adesso comincia la partita dei risarcimenti

Costa Concordia, adesso comincia la partita dei risarcimenti

GROSSETO. Naufraghi soddisfatti. Facce scure tra gli enti pubblici. Non filerà tutto liscio nella partita sui risarcimenti per il naufragio della Costa Concordia: adesso è presto, ma nelle ore post sentenza, a Grosseto, fra alcuni legali di parte civile, tira aria di fronda. E qualcuno aprirà il tunnel di lunghe cause civili per farsi riconoscere da un altro giudice risarcimenti più sostanziosi. In generale, la sentenza del tribunale di Grosseto dice che c’ è una somma di 12,3 milioni di euro e spiccioli che Francesco Schettino, imputato, e Costa Concordia, responsabile civile, dovranno pagare “in solido” alle parti civili ammesse ai risarcimenti: naufraghi, enti, associazioni. Sono soldi, in teoria, da versare presto. Questo totale è formato da importi che i giudici hanno determinato sia con importi a titolo provvisionale – che sono di immediata esecuzione e che in un’ eventuale causa davanti al tribunale civile potrebbero lievitare, anche di molto -, sia da altri importi per danno biologico che invece sono definitivi: o i destinatari li accettano per co me il collegio di Grosseto li ha individuati, oppure devono impugnare la sentenza, la stessa con cui Schettino è stato condannato a 16 anni di reclusione e un mese di arresto. Un verdetto che ha fatto scalpore e la sentenza sarà forse impugnata. Ma chi pagherà? Schettino, hanno precisato ieri gli avvocati difensori, non dispone di queste risorse, non può. Dunque, toccherà a Costa Crociere, l’ altro obbligato “in solido”: chi paga – è la regola -, libera tutti dai creditori, salvo poi rivalersi della quota dell’ altro debitore. Comunque Costa non avrebbe intenzione di rivalersi su di lui, un po’ perché nella pratica non ha i milioni di euro che servono, e poi la compagnia l’ ha già licenziato, inoltre da mercoledì sera è perfino interdetto dal comando di navi per cinque anni. Inoltre, tra gli addetti ai lavori, per il discorso di prima, si sorvola sul fatto che il tribunale ha condannato Schettino anche a risarcire la compagnia Costa per tutti i danni procurati. Nel dettaglio, tra i naufraghi ristorati (4 mln di provvisionali più 2,8 mln di danni definitivi da liquidare), molti legali di passeggeri e membri dell’ equipaggio giudicano positivamente le provvisionali da 30.000 euro stabilite per la maggior parte. Una somma che dal giudice civile potrà aumentare. Ben diversa, e mortificata, è stata l’ aspettativa per altri, specie gli organi del Governo e gli enti locali (5,5 mln complessivi di provvisionali). Si annunciano mugugni. La “botta” più forte l’ ha presa il ministero dell’ Ambiente: è vero che il tribunale ravvisa il danno ambientale, ma nella discussione l’ Avvocatura dello Stato aveva parlato di 200 milioni di danni al Giglio, al suo mare, al suo habitat, alla sua scogliera. La sentenza, invece, assegna una provvisionale da 1,5 mln di euro: di quanto potrà salire un altro giudice? Anche il Comune del Giglio – per il danno all’ immagine, al turismo, all’ attività del Comune bloccata dall’ emergenza e così via – nel processo aveva fatto una richiesta di 20 mln di euro di provvisionale, considerandola base per incrementi successivi. Il tribunale ha tarpato le ali a tanto auspicio fermandosi a 300.000 euro, ossia molto meno. Linea simile per il danno di immagine alla Presidenza del Consiglio (1 mln in sentenza contro i 10 di danni stimati), e per quelli patrimoniali di altri ministeri e organismi statali: non ammesso quello dell’ Economia e Finanze, ‘solò 500.000 euro di provvisionale ciascuno vanno a Difesa, Interni, Infrastrutture e Trasporti, Protezione civile. Avevano tutti chiesto di più. Sulla sentenza è stato chiesto un commento al ministro della Giustizia, Andrea Orlando: «La condanna ha questa finalità», ossia quella di risarcire la comunità, «ma non commento le sentenze», ha detto. Tra gli enti locali «la Regione Toscana accetta simbolicamente i 300.000 euro di provvisionale», ha affermato il presidente Enrico Rossi. L’ Inail, parte civile, ha avuto 360.000 euro. Altri 45mila euro complessivi verranno liquidati a Codacons, Confconsumatori e Wwf. MICHELE GIUNTINI E MATTEO GUIDELLI.

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