«Così le Fonderie sono state avvantaggiate»
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fonte:
- Il Mattino
`le accuse della procura: autorizzazione aia pilotata bocciatura dall’ arpac, i pisano: «prescrizioni rispettate»
Fonderie Pisano, rischiano il processo anche un dirigente della Regione Campania e un ingegnere redattore della relazione allegata all’ istanza di rilascio dell’ Aia, l’ autorizzazione integrata ambientale. Si tratta di Antonio Setaro dirigente del settore provinciale Salerno ecologia, tutela dell’ ambiente, disinquinamento, protezione civile della Regione e Luca Fossati. Per loro l’ accusa è di concorso formale in abuso d’ ufficio, falsità ideologica e materiale con l’ aggravante di aver compiuto i reati nella loro funzione di pubblici ufficiali. Il prossimo 3 ottobre sarà il gup Maria Zambrano a valutare la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pool di sostituti procurati che sono da tempo a lavoro sul caso Fonderie. La richiesta riguarda anche i membri della famiglia Pisano, ovvero: Guido, Roberto, Ciro ed Ugo. Quindi la Spa Fonderie Pisano. La procura ha individuato nelle persone offese il ministero dell’ Ambiente, la Regione Campania, la Provincia di Salerno, il Comune di Salerno, il Comitato Salute e Vita, il Presidio permanente e il Codacons che, lunedì prossimo, terrà una conferenza stampa sull’ argomento. LE ACCUSE Setaro e Fossati sono accusati, in concorso con Luigi Pisano deceduto, di aver «intenzionalmente procurato ai titolari delle Fonderie Pisano un ingiusto vantaggio patrimoniale consistente nel rilascio del decreto Aia» ritenuto dalla procura «illegittimo perché fondato su documenti contenenti false attestazioni». Di qui i reati contestati ai Pisano i quali, in «assenza della prescritta autorizzazione integrata ambientale, attesa l’ illegittimità ed inefficacia di quella ottenuta, superavano i lavori limite di emissione ed effettuavano illecitamente scarichi». Gli stessi – sempre secondo la procura – «gestivano e smaltivano illecitamente rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, non risultando tracciabili gli smaltimenti» e inoltre «smaltivano illecitamente rifiuti utilizzandoli quale materiale di riempimento ai fini della realizzazione di un basamento di calcestruzzo armato di dimensioni di circa 80 metri quadrati». IL CODACONS «Abbiamo esultato afferma l’ avvocato Marchetti – per la richiesta di rinvio a giudizio per il reato di inquinamento ambientale nell’ area protetta del parco dell’ Irno. Infatti il devastante impatto ambientale di questo impianto industriale obsoleto, assolutamente incompatibile con il contesto urbano nel quale è inserito, era ormai evidente». LA DIFESA «Le Fonderie Pisano – scrivono in una nota gli avvocati Lorenzo Lentini e Guglielmo Scarlato – tengono a ribadire la piena conformità della propria attività imprenditoriale alle autorizzazioni ambientali, così come già riconosciuto nelle competenti sedi giudiziarie di merito, sia amministrative che penali. Ribadiscono peraltro il pieno rispetto delle prescrizioni disposte dalla autorità amministrativa competente verso la quale si riservano di fornire ogni necessario chiarimento non solo sulle riduzioni apportate agli impatti ambientali, come del resto tecnicamente evincibili dai dati ufficiali già pubblici, ma anche sui recenti interventi e sulle procedure attivate per il pieno rispetto delle componenti ambientali». E ancora: «fermo restando le azioni avviate dalla società Fonderie Pisano per la delocalizzazione della attività per consentire continuità alla forza lavoro». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
petronilla carillo
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