17 Febbraio 2020

Così cambia la Rc auto

i componenti di una famiglia potranno usufruire di un’ unica classe di merito, la più favorevole
Ormai è definitivo, da oggi arriva la possibilità, per le famiglie con più auto e moto in casa, di poter usufruire di un’ unica classe di merito, ovviamente la più favorevole. Da una prima lettura, già s’ intuisce che non è tutto rose e fiori, soprattutto per l’ enorme confusione, che inevitabilmente andrà a generarsi, a breve, durante la transizione. Ma veniamo al dunque, tutto sta nell’ emendamento che modifica l’ art. 134 del codice delle assicurazioni private, contenuto nella Legge di Bilancio del 30 dicembre 2019, fortemente voluto dai penta stellati, ma, come anticipato, non è tutto oro quello che luccica. Andiamo per ordine e vediamo di capirci qualcosa. Già con la Legge Bersani, un membro della stessa famiglia poteva usufruire della classe di merito più favorevole, di uno dei membri del nucleo famigliare, ma con dei limiti: la classe di merito non poteva passare da un’ auto ad uno scooter, ad esempio e non andava a coprire mezzi già di proprietà, di uno dei membri, ma solo i nuovi acquisti. Il cambiamento interviene in entrambe i casi: la classe di merito passa tra mezzi di diversa tipologia, quindi tra auto e moto e può essere appli cata anche a mezzi già presenti in famiglia. Attenzione, pere), perché viene introdotto il concetto di «Malus», che opera in senso peggiorativo: se uno dei membri della famiglia, beneficiad della classe di merito, causa un incidente, con costi superiori ai 5.000 euro, si dà la possibilità, alla compagnia assicuratrice, di operare un abbattimento di ben 5 classi, ovviamente solo nei suoi confronti e non anche de gli membri. Iniziamo una piccola riflessione su quest’ ultimo punto. Attualmente, per un incidente del tipo in oggetto, declassamento è di 2 classi di merito, con la modifica apportata, quindi, prima di ritornare alla qualificazione più conveniente per l’ assicurato, ci vogliono 6 anni. Ora tocchiamo il nervetto scoperto e poniamoci una domanda: perché in Olanda, il costo medio di una polizza supera di poco i 100 euro l’ anno? La riposta è intuitiva. La responsabilità, che che se ne dica, è dei sinistri gonfiati, che fanno lievitare i rimborsi e, di conseguenza, i costi delle polizze. Ci vorrebbe una maggiore attenzione, da parte di tutti, per stroncare questo gioco al massacro. Le compagnie assicuratrici, d’ altronde, sono quello che sono e non fanno beneficenza, dunque, si profila, inevitabilmen te, un deciso incremento dei costi. In sostanza, le famiglie numerose avranno un guadagno, i single e quelle senza figli, un aggravio. L’ intenzione dell’ inevitabile aumento generalizzato delle polizze già manifesta, tanto che mol te associazioni di consumatori, Codacons compresa, hanno già iniziato la levata di scudi e si profila una dura beta glia. Ma c’ è dell’ altro. Non bisogna pensare che questa benedetta «Classe di merito» sia tutto. Si tratta di un parametro su cui lavorare, ma l’ effettivo costo della polizza, prende forma dalle varie «Scontistiche applicate», su direttive della compagnia. Può bastare un solo incidente, magari neanche troppo gravoso, per far si che l’ offerta non sia più allettante, tu non accetti e cominciano i guai. Al momento, non ci è dato di sapere cosa succederà realmente, se questo discorso delle scontistiche sarà azzerato, anche se un forte dubbio resta. Attenzione, poi, perché una polizza è un foglio bianco, va riempito con tutte quelle clausole, che ti tutelano al meglio. Una polizza «Basic», con un massimale troppo basso, che non operi una reale salvaguardia in certe circostanze, costa poco, ma vale ancora meno.

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