8 Febbraio 2017

Cosenza, medici e infermieri a passeggio nell’ orario di lavoro

    Cosenza, medici e infermieri a passeggio nell’ orario di lavoro

    COSENZA. C’ era chi accompagnava i figli a scuola e poi, tornato a casa, esercitava privatamente, mentre altri approfittavano per fare la spesa o, addirittura, per giocare con le slot machine. Ha portato alla luce l’ ennesimo caso di furbetti del cartellino l’ operazione «All Walking” condotta in Calabria dai carabinieri con il coordinamento della Procura della Repubblica di Cosenza. Diciotto i provvedimenti caute lari eseguiti nei confronti di dipendenti, medici e non, dell’ Azienda sanitaria provinciale di Cosenza in servizio negli uffici di Rogliano. I destinatari delle misure, disposte dal gip del Tribunale della città calabrese, su richiesta della Procura della Repubblica, sono accusati, a vario titolo, di truffa aggravata, sostituzione di persona e falso ideologico. Due dei medici coinvolti sono stati sospesi per un anno dalle loro funzioni assieme a un capo infermiere e ad un ausiliario. Altri 14, tra medici, dirigenti e personale amministrativo, dovranno invece attenersi all’ obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. A fare scattare le indagini dei carabinieri della Compagnia di Rogliano sono state le segnalazioni di cittadini e utenti che lamentavano il comportamento piuttosto disinvolto di quanti tra i dipendenti della struttura sanitaria, in orario di lavoro, venivano notati sistematicamente per le vie della cittadina occupati nelle faccende più disparate. Tutte private. Così, da gennaio a settembre, su cinquantotto dipendenti in servizio negli uffici dell’ Asp, 48 sono stati monitorati e, in conseguenza dei loro compor tamenti ritenuti illeciti, denunciati. In oltre seimila ore di filmati registrati nell’ arco di 200 servizi di osservazione, è emerso un quadro fatto di 725 episodi di assenteismo per un ammanco complessivo pari a circa 1500 ore. Tra le pieghe dell’ indagine è emerso anche che alcuni medici esercitavano nei loro studi privati persino nelle ore in cui risultavano presenti in servizio. Il sistema adottato è, del resto, quello noto da tempo a tutte le latitudini del Paese: qualcuno, infatti, strisciava il cartellino per i colleghi, mentre i dirigenti medici autocertificavano falsamente la loro presenza. «Siamo impegnati da tempo – ha detto il Procuratore della Repubblica di Cosenza Mario Spagnuolo nell’ azione di contrasto di questa tipologia di reati che finiscono per pregiudicare il corretto funzionamento della Pubblica amministrazione determinando, nello specifico, la compromissione della tutela della salute dei cittadini. In un momento storico in cui la sanità è in difficoltà ci sembrava opportuno mettere un punto, e richiamare al rispetto delle regole. Sarà ora il vertice dell’ Azienda a valutare, secondo le prescrizioni della legge Madia, le successive conseguenze. E la comunità farà le proprie valutazioni». Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons che non ha usato mezze misure. «Licenziamento in tronco, se i fatti verranno accertati – è la tesi dell’ associazione di consumatori – e azione di recupero degli stipendi pagati ai dipendenti assenteisti». CLEMENTE ANGOTTI.

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