12 Aprile 2015

«Cosa fa Arpacal per tutelare la salute dei cittadini?»

«Cosa fa Arpacal per tutelare la salute dei cittadini?»

Dal 1980 la Magistratura, attraverso le informative del Side, è a conoscenza della presenza di rifiuti tossici interrati nel comprensorio delle Serre. Ora anche l’ Arpacal regionale, che ha effettuato dei monito raggi, è a conoscenza degli esito degli stessi che ha già comunicato alla Procura. Che non si tratti di allarme infondato lo si evince dalla riservatezza con la quale magistratura e Agenzia per l’ ambiente procedono. Sarebbe, però, anche opportuno che i cittadini che vivono e operano in questa zona sappiano qualcosa in più. I segreti hanno coperto per oltre trent’ anni questa vicenda che potrebbe fare di questa parte di Calabria un’ altra terra dei fuochi. A farsi interprete di questo allarme è il responsabile del Codacons delle Serre vibonesi che chiede ascolto all’ Arpacal dopo che la sua richiesta di en trare in possesso delle informazioni è stata rigettata, dando priorità al segreto istruttorio. «Quali sono le azioni che Arpacal intende intraprendere a favore della tutela della salute dei cittadini?». È quanto chiede il responsabile Coda cons delle Serre vibonesi, Antonio Carnovale, all’ Arpacal regionale in merito alla possibile presenza di scorie radioattive interrate nel territorio delle Serre e al ritardo nella comunicazione dell’ esito dei rilievi effettuati. Carnovale usa toni duri per quanto riguarda la secretazione degli atti comunicata, nei giorni scorsi, dall’ Agenzia regionale a tutela dell’ ambiente pur conoscendo bene quello che impone la normativa. «Non corrisponde a verità – ha evidenziato il responsabile Codacons – la circostanza che si sarebbe “omesso” di dichiarare i motivi addotti da Arpa cal per apporre il diniego all’ accesso. Era palese che l’ interesse del Codacons, connesso all’ accesso alle informazioni, era esclusivamente rivolto alla salvaguardia del generale e sacrosanto diritto alla salute ex articolo 32 della Costituzione. Ci saremmo attesi da Arpa cal, infatti, nell’ impossibilità di poter rendere noti i siti nei quali si sono riscontrate le “anomalie”, un chiarimento circa le azioni da intraprendere a tutela delle popolazioni interessate. Di tali chiarimenti non vi è nemmeno traccia». Carnovale inoltre, sostiene che nella nota il Codacons si è limitato a evidenziare una contraddizione importante e cioè: se le informazioni relative ai monitoraggi aerei dove vano essere divulgate entro il 28 febbraio 2015, circostanza mai smentita da Arpacal, perché a una richiesta ufficiale si risponde con un diniego? La domanda che rimane senza risposta e che si ribadisce è: quali azioni si intendono intraprendere a tutela della popolazione? Non vorremmo, infatti, che le informazioni relative al progetto Miapi rimangano – conclude – di esclusiva conoscenza di pochi e nell’ attesa dei tempi della giustizia si determinino danni non più riparabili». 3(f.o.)
 

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