13 Novembre 2009

“Così si eviterà un Natale di austerity”

 In centro sono già apparse le prime luminarie, ma l’attesa è carica di preoccupazioni per commercianti e consumatori, che avanzano due proposte 
   I negozianti rilanciano l’idea di detassare la tredicesima, il Codacons chiede invece di far partire i saldi prima delle festività

 
 Le vie del centro città sono già addobbate a festa, con il consueto anticipo che il diktat consumistico impone ormai da anni alle scadenze del calendario. Ma le luminarie che ornano via Mazzini e corso Porta Nuova, pronte per essere accese a segnare l’attesa del Natale, non annullano il clima di preoccupazione che la crisi riversa anche sul periodo che per eccellenza dovrebbe essere quello dei consumi.  Lo conferma chiaramente l’ultima proposta partita in questi giorni dal Codacons: l’associazione dei consumatori lancia infatti la proposta di anticipare addirittura a dicembre la stagione dei saldi.  E’ lo stesso presidente del Codacons Carlo Rienzi che lo sostiene, spiegando che «una soluzione a breve termine per uscire alla crisi e consentire alle famiglie di riprendere ad acquistare è anticipare i saldi a dicembre, prima del periodo natalizio, in modo da incrementare le vendite dando impulso al settore del commercio e fiato agli esercenti a rischio chiusura e insieme permettere alle famiglie di fare acquisti di Natale in tutta tranquillità e senza stringere la cinghia». Ma l’idea suscita subito più di una polemica, a partire proprio dalle associazioni dei commercianti, che hanno proposto, sempre per salvare le spese natalizie, un’altra soluzione: la detassazione della tredicesima. Che rilanciano nonostante il no del ministro del Welfare, Sacconi. Tesi differenti, che indicano comunque lo stesso dato di fatto: la crisi non molla, e quello che ci aspetta sarà ancora un Natale di austerity.
CONFCOMMERCIO E CONFESERCENTI. «Si tratta di una proposta assurda, alla quale sono assolutamente contrario», ribatte infatti il presidente di Confcomemrcio Veneto, Ferdinando Morando. «I saldi per il commerciante servono a svendere le rimanenze e non possiamo certo pensare che diventino il sistema di vendita, le aziende devono vivere. Per rimettere in moto i consumi la soluzione va cercata da un’altra parte, prima di tutto cercando di rivitalizzare il commercio con una riduzione delle spese fisse che il commerciante oggi deve sostenere e che spesso lo strangolano: affitti, immondizie, plateatici, corrente, una tassazione eccessiva che uccide l’azienda di piccole e medie dimensioni. Ho proposto e sostengo invece l’opportunità di detassare la tredicesima, in modo che i cittadini possano respirare e contribuiscano a far ripartire i consumi». «Il primo stimolo per favorire gli acquisti è lasciare i soldi in tasca alla gente», fa eco il presidente di Confesercenti, Silvano Meneguzzo. «Anticipare i saldi è sbagliato: non siamo reduci già dal fallimento delle ultime liquidazioni, che non hanno di fatto portato alcuna ripresa? Dal canto nostro è da tempo che sosteniamo la necessità di riportare i saldi alla loro vera stagione, cioè, per l’inverno, a febbraio. La politica dello sconto è nata in seguito alla diffusione delle grande distribuzione, che può permettersi offerte in tutte le stagioni: ma non è seguendo questa via che il commercio potrà risollevarsi».
I CONSUMATORI. Le associazioni dei consumatori di Verona però non la pensano così.  Spiega infatti Davide Cecchinato di Adiconsum: «L’idea partita dal Codacons ci vede favorevoli, soprattutto nel senso di liberalizzare le svendite, che tanto ormai, magari sotto nomi differenti (svendite straordinarie, rinnovo totale) ci sono comunque tutto l’anno. Una politica di liberalizzazione potrebbe fare bene non solo ai consumatori, ma alle stesse imprese, e comunque crediamo che anche nella forma attuale i saldi necessitino di maggiori controlli, perché il reale sconto sul prezzo pieno non è sempre vero. Quanto alla detassazione della tredicesima, va bene anche questa: naturalmente per chi ce l’ha, la tredicesima, perché il numero di persone in cassa integrazione cresce». «La liberalizzazione dei saldi, e quindi anche la possibilità di svendite a dicembre, ci pare un buon sistema per fare maggiore trasparenza, oltre che un provvedimento straordinario che risponde alla crisi di fatto del momento», sostiene Emanuele Caobelli di Lega Consumatori. «E questa proposta non sarebbe comunque alternativa o in contraddizione con la detassazione della tredicesima, misura che va nella stessa direzione: rimettere in moto i consumi». 

 

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