«Così sembriamo tutti corrotti»
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fonte:
- Il Messaggero
L?indignazione dei docenti: si facciano i nomi. Gli studenti: una scossa salutare
ROMA Era dai giorni, tragici, di Marta Russo che la facoltà di Giurisprudenza della ?Sapienza? non viveva una mattinata come quella di ieri. Carabinieri in borghese che rovistavano ovunque, studenti smarriti, professori stupefatti. L?inchiesta, oltre a fare rumore, ha suscitato anche perplessità nel mondo universitario. «Mi rifiuto di credere che certi fatti siano una consuetudine dell?ateneo ha detto Pieranita Castellani, capo di Gabinetto del rettore, Giuseppe D?Ascenzo Magari qualcuno può aver sbagliato, ma spero che le cose si chiariscano nel più breve tempo possibile».
L?arrivo dell?Arma in facoltà ha scatenato una specie di toto-arresti. Sono circolati i nomi di persone, inclusi quelli di un consigliere del Csm e di un anziano professore di Diritto Ecclesiastico, totalmente estranei alle indagini. «Un?operazione condotta così è sbottata una funzionaria delle presidenza è una ?forca? collettiva per tutta la facoltà». Gilberto Lozzi, docente di Procedura Penale, uno degli istituti nel mirino, ha detto: «È impossibile che certe cose capitino nella mia cattedra, per il semplice fatto che interrogo personalmente gli studenti nella seconda parte di ogni esame».
Giancarlo Giacomini, professore di Economia Politica. «In passato si sentito parlare di cose del genere. Ma negli ultimi tempi non avevo più sentito voci»: Tre docenti si sono lamentati con Angelici. «La magistratura, se vi sono elementi concreti, faccia i nomi. Altrimenti sembreremo tutti corrotti». La facoltà di Giurisprudenza, una delle più grandi della ?Sapienza?, ha sedicimila studenti, di cui 1.528 matricole. Il corpo docenti è composto, tra ordinari e associati, da 80 professori, ai quali si aggiungono 140 ricercatori, dalle cui fila arriva la quasi totalità degli assistenti utilizzati negli esami.
La notizia dell?inchiesta è stata accolta con tutt?altro spirito dalle associazioni degli studenti. L?Unione degli Universitari, vicina alla sinistra, parla di «uno scossone salutare alle università italiane». «Bisogna prendere spunto da quanto sta accadendo afferma la UU per ristabilire un sistema di regole certe alla modalità di svolgimento degli esami». Sulla stessa lunghezza d?onda Azione Universitaria, vicina alla destra. «Un giro di corruzione nella facoltà di Giurisprudenza si legge in una nota di AU era, sottovoce, risaputo tra gli studenti. Da tempo denunciamo agli organi accademici il fatto che le commissioni d?esame non vengono rese pubbliche e che molti assistenti non sono autorizzati ad interrogare gli studenti». Il Codacons annuncia di volersi «costituire parte civile nell?inchiesta e chiede l?annullamento degli esami comprati». «Chi si è laureato con questo sistema, avvocato o magistrato che sia, torni sui banchi».
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