11 Marzo 2005

Così le strade sprofondano

Così le strade sprofondano

Manutenzione assente. L`assessore: «Vigili per controllare i lavori»

Affari d`oro per i gommisti, gran lavoro per gli ortopedici: è la città che «sprofonda», o – se preferite – quella della transenne che tende agguati 24 ore su 24 ad automobilisti, motociclisti, solo ciclisti, pedoni. Telefonano in redazione: «Fate un sopralluogo sulla via Bellomo, verso Santa Fara e più avanti per la tangenziale. Ma attenti». Sopralluogo tra buche, crateri, voragini, pericolosissimi avallamenti tra i mille strati di asfalto. I cespugli, le erbacce, affogate dalle piogge, restringono la carreggiata. La voce: «Hanno cominciato a potarli. Due, tre, poi gli operai sono svaniti». La città delle buche, ovunque. Ogni strada ne ha decine, ogni tratto di marciapiede piange il suo gradino, subdolo, invisibile soprattutto per gli anziani, i bambini. Abbiamo già detto delle transenne: le due più vicine, sul ponte di via Delle Murge, in via Cardinale Mimmi. L`asfalto cede in corrispondenza dei tombini. Dal «Libertà» l`ultima segnalazione riguarda la zona delle «case popolari»: una buca enorme, e lo spettacolo per i residenti di grossi ratti usciti dal ventre della strada: paga il Comune. A rimetterci pure i mezzi pubblici. Molti i bus finiti in officina con gli ammortizzatori sfiancati. Una «sfascio»: l`ultimo allarme è del Codacons e della lista Consumatori: strade gruviera, marciapiedi sbriciolati, crateri, rattoppi e non di più. E anche, segnaletica stradale vecchia e fuori norma quando c`è, strisce pedonali che appena ritoccate svaniscono. Ancora, automobilisti indisciplinati, vetture datate: Bari è fra le città più pericolose d`Italia, «con 5,29 incidenti alle persone ogni mille abitanti». Seguono Taranto e Foggia. E non basta. Le due associazioni incitano pure – anzi diffidano – l`amministrazione comunale «ad aumentare i fondi da destinare alla prevenzione», che «scarsi in tutt`Italia (8 euro pro capite l`investimento in sicurezza stradale, contro i 30 dell`Europa) precipitano a livelli drammatici proprio nel capoluogo pugliese». Investimenti, certo. Ma anche prevenzione e quand`occorre bacchettate sulle mani. E il Comune? L`assessore ai lavori pubblici, Simonetta Lorusso: «Un disastro. Non ci dormo la notte. Ed è una magra consolazione il fatto che abbiamo ereditato tutto dalla precedente amministrazione. L`ultimo appalto per la manutenzione ordinaria fatto dalla giunta Di Cagno Abbrescia, aveva una durata di sette mesi, e non triennale come sarebbe stato normale. Ci tocca rifare tutto». E senza un euro in cassa. O quasi. Spiega la Lorusso: «Siamo ricorsi ad una “somma urgenza“ di 200mila euro. E quest`appalto è stato aggiudicato l`altro ieri. Poi nel riequilibrio abbiamo inserito altri quattro lotti di interventi “ordinari“ per 900mila euro». Ma c`è un intoppo. L`amministrazione chiedeva alle imprese aggiudicatarie di «munirsi di un`assicurazione contro i danni a cose o persone. Un`ulteriore garanzia che i lavori fossero fatti ad arte». Ebbene molte si sono tirate indietro. Il rischio è quello – finora realtà – di rifare di continuo i lavori stradali. La Lorusso ha chiesto all`assessore all`urbanistica, Ludovico Abbaticchio di poter disporre di due vigili tecnici che controlleranno i cantieri. «Lasciare la città così e pura follia».

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